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“Pues, è facile come friggere churros” disse Javier.

Non rinunciava mai a tradurre letteralmente dallo spagnolo e a Federico questa cosa piaceva, così come gli piaceva che Javier lo ascoltasse sempre ogni qualvolta gli raccontava di qualche progetto e, tutto sommato, gli piaceva che Javier non avesse mai perso l’accento spagnolo e usasse “pues” ogni due frasi o tre.

E a Federico era piaciuto che Javier non avesse visto alcun problema nel realizzare i leggins con stampata la nota immagine della Dama dell’Ermellino di Leonardo da Vinci.

Si accorsero di avere già caricato nel loro computer di casa il più famoso programma di fotoritocco e iniziarono a fare delle prove.

Fecero una miriade di tentativi: usarono l’immagine intera per la parte frontale dei pantaloni; la usarono intera per la parte posteriore e scomposero i vari particolari (l’ermellino, le mani di Cecilia Gallerani, il suo sguardo) e li ricomposero come una sorta di puzzle.

Fu di fatto una notte insonne a seguito della quale presero finalmente forma i leggins con stampata la “Dama dell’Ermellino”.

Per ora era una forma virtuale, nel senso che i leggins ancora non c’erano: erano solo rappresentati da delle foto virtuali.

Federico poteva, però, proteggerli e si informò di come poter fare.

La prima riunione con l’avvocato esperto di marchi, disegni e modelli servì a poco se non a rompere il ghiaccio.

Durante la seconda riunione, Federico capì che l’avvocato aveva capito i termini del problema: tutelare l’idea di fare dei leggins (o comunque dei pantaloni) con l’immagine di un’opera d’arte.

La terza riunione servì a rispiegare il problema all’assistente dell’avvocato.

Finalmente, dopo dieci giorni dalla terza riunione arrivò la prima risposta scritta che recitava così:

 

Gentile Federico,

facciamo seguito all’incontro di dieci giorni fa, per formulare la nostra opinione preliminare in merito alla tutela della Sua creazione.

Il modello di pantalone da Lei creato, può essere registrato come modello in Italia o direttamente nell’Unione Europea.

Nel caso del prototipo da Lei gentilmente fornitoci, Le significhiamo che sarebbe opportuno contattare la Pinacoteca di Cracovia dove si trova l’originale.

Tale Pinacoteca potrebbe avere dei diritti di riproduzione e quindi assoggettare l’uso dell’immagine della Dama con Ermellino ad un canone monetario.

In futuro, qualora volesse usare immagini di opere configurabili come beni culturali in Italia dovrà contattare l’amministrazione competente ai sensi del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici.

Rimaniamo in attesa di sapere se vuole depositare il modello tramite il nostro studio legale e distintamente La salutiamo.

 

 

 

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