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La Commissione dei Ricorsi con la sentenza n. 58/2016, aveva respinto il ricorso promosso dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico a seguito del rifiuto opposto dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi alla registrazione del marchio collettivo del Consorzio per i prodotti rivendicati con le diciture “Aceto balsamico di Modena” e “Condimenti dell’aceto balsamico di Modena”, in quanto non ricompresi all’interno della classe 30 della Classificazione internazionale di Nizza.

Con ricorso avverso la sentenza pronunciata dalla Commissione dei Ricorsi contro i provvedimenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico aveva invece lamentato possibilità per il registrante di indicare, nella domanda di registrazione del marchio, prodotti non presenti nella Classificazione internazionale di Nizza.

La questione è stata portata all’attenzione della Suprema Corte che ha confermato quanto aveva già chiarito la Commissione dei ricorsi ovvero che lo specifico riferimento ai prodotti rivendicati ‘Aceto balsamico di Modena’ e ‘Condimenti all’Aceto balsamico di Modena’, all’interno della Classe 30 della Classificazione di Nizza, così come operato dal Consorzio di tutela, comporterebbe una sorta di rimodulazione dell’elenco dei prodotti oggetto della Classificazione internazionale di Nizza, non per genere dei prodotti, bensì per caratteristiche specifiche ulteriori.

Tuttavia una simile rimodulazione, secondo la sentenza in commento, non sarebbe consentita nell’ambito del procedimento di registrazione dei marchi, richiedendo una modifica o comunque un’integrazione della Classificazione internazionale di Nizza.

In sostanza, i prodotti del Consorzio, nonostante il riconoscimento comunitario ai sensi del Reg. CE 583/2009, non sarebbero distinguibili  da quelli già classificati sotto la categoria ‘aceto’ in base alla Classe 30 della Classificazione internazionale di Nizza e, per questo, non possono costituire un genere autonomo, come invece aveva provato a sostenere in giudizio il Consorzio, il quale, però, aveva omesso l’indicazione di  elementi differenziali rispetto al prodotto già previsto all’interno della classe 30 della Classificazione di Nizza.

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