Genova – 18 ottobre 2017

Genova – 18 ottobre 2017

LA RIFORMA DEL DIRITTO EUROPEO DEI MARCHI: SECONDA PARTE

INFORMAZIONI

OBIETTIVI

Dal primo ottobre 2017 entra in funzione la seconda parte della riforma del diritto europeo dei marchi. Sarà più facile registrare i cosiddetti marchi non tradizionali poiché è stato rimosso il requisito della “rappresentabilità grafica”.

Si tratta di un cambiamento rilevante che consentirà più facilmente la registrazione dei marchi sonori, di colore, di forme e movimenti. Per fare un esempio che dimostra l’importanza di questo cambiamento: con il sistema attuale, i marchi sonori sono stati registrati solo quando è stata fornita una rappresentazione musicale. Questo non sarà necessario dal primo ottobre 2017 in poi e saranno più facilmente registrabili i segni rappresentabili senza note musicali.

Dal primo ottobre 2017 verrà introdotto il marchio di certificazione dell’Unione Europea in modo che gli istituti di certificazione saranno in grado di registrare più facilmente i segni che attestano la conformità a standard di certificazione predeterminati. L’introduzione di marchi di certificazione UE porrà auspicabilmente un rimedio all’incoerenza esistente tra gli attuali sistemi nazionali e il sistema del marchio dell’Unione Europea. Per fare un esempio che dimostra l’importanza di questo cambiamento: con il sistema attuale, in Italia c’è una sovrapposizione tra marchi di certificazione e marchi collettivi.

Con la riforma si distingueranno le due ipotesi di utilizzabilità plurima di un marchio: dal caso in cui gli standard hanno una valenza oggettiva al caso in cui gli standard sono su base soggettiva.

Un’altra novità riguarderà l’introduzione di nuovi impedimenti relativi alla registrazione dei marchi

dell’UE quali le DOP/IGP e le varietà vegetali. Per fare un esempio che dimostra l’importanza di questo cambiamento: con il sistema attuale, i titolari di una DOP/IGP o di una varietà vegetale non possono opporsi alla valida registrazione di un marchio dell’UE ma devono “aspettare” che questo sia concesso ed eventualmente depositare un’azione di cancellazione. Con la riforma che entrerà in vigore dal primo ottobre i titolari di una DOP/IGP o di una varietà vegetale potranno inserirsi nel procedimento di registrazione al fine di impedire la concessione della registrazione.

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