I leggings di Federico

I leggings di Federico

Il racconto

“Le fanno un sedere da tredicenne”. Per l’ennesima volta Federico non rinunciò a pronunciare il mantra che gli aveva permesso per tre anni consecutivi di essere il commesso con il maggior fatturato dei negozi di abbigliamento del centro commerciale.

La signora, quarantacinquenne per l’esattezza, dopo aver pronunciato il “si magari” di cortesia, si guardò e riguardò ripetutamente allo specchio per concludere con uno scontato: “li prendo”.

Stavolta, però, fu diverso. Federico non ebbe quel solito piacere nell’avere fatto centro.

Stavolta, l’aver dovuto ripetere per l’ennesima volta la frasina vincente lo aveva infastidito.

La signora andò alla cassa e Federico, vedendo che nessuna delle colleghe era in zona, si affrettò a farle un po’ di compagnia.

In questi casi Federico rinunciava a parlare di nuovi prodotti, offerte o quant’altro.

Si limitò a dire “va a sciare anche questo fine settimana?”. “No macché”, rispose la signora. “C’è questa roba di Damien Hirst in galleria e non posso mancare. Perché non vieni? La vernice è alle 7 di sabato sera”.

“Grazie. Magari ci vediamo li”, fu la risposta di Federico.

I giorni passarono senza nulla di eclatante. Il sabato  Federico fu chiamato dalla caporeparto perché le vendite dei pantaloni erano in calo. Non c’era il solito tono intimidatorio, solo l’amministrazione voleva accertare se davvero molte persone provavano i pantaloni per poi acquistarli tramite commercio elettronico.

Federico confermò che era aumentato il numero di persone che provavano i pantaloni e poi non li acquistavano. Lui lo aveva additato alla crisi economica ma a domanda rispose che sì, poteva anche starci che alcuni clienti erano interessati solo a misurare la taglia per poi comprare gli stessi pantaloni in qualche sito web.

Terminò il suo turno alle sei circa e mentre stava salendo in moto ricevette l’sms di Carmine che gli diceva che l’aperitivo era saltato.

Il solito deficiente non capiva dove inserire il biglietto per uscire dal parcheggio, Federico scese dalla moto e pure in tenuta da BlackBloc non perse l’aplomb del commesso e mostrò al supposto deficiente la fessura dove inserire il biglietto.

Con la visura semichiusa non vide neanche il volto del supposto deficiente ma riuscì a scorgere solo un orologio pieno di diamanti.

Per la più semplice delle associazioni si ricordò della mostra di Hirst e non esitò a raggiungere la signora in galleria.

Il teschio era al centro della sala come una specie di totem e tutto intorno, appese alle pareti, c’erano teche con possibili applicazioni dei diamanti a prodotti commerciali: cover di cellulari tempestate di diamanti, chiavette usb diamantate, e quant’altro.

Mentre guardava un paio di pantaloni tempestati di diamanti e si domandava tra sé e sé come uno potesse sedersi con i diamanti cuciti sopra le tasche posteriori, lo raggiunse la signora esordendo con un “Sapevo di trovarti qui”. “Qui alla mostra o davanti ai pantaloni diamantati”? rispose Federico. “Fai tu” fu la sibillina risposta della signora.

“Ma è vero che stasera viene anche Damien Hirst?” domandò Federico alla signora. “Macché, quello se la tira di brutto; si ritiene il Leonardo da Vinci contemporaneo”.

Quella risposta, forse anche banale, aprì a Federico le porte delle percezione. Si immaginò dei pantaloni, tipo dei leggings con stampata la “Dama con ermellino”, altri con stampati altri dipinti rinascimentali e finanche leggings bianchi tagliati come una tela di fontana.

Questo tipo di prodotto sì che avrebbe risollevato le sorti del reparto pantaloni del Centro Commerciale.

L’analisi giuridica

Federico si emoziona ad immaginare un nuovo tipo di pantaloni con stampate alcune opere d’arte.

In termini commerciali, l’idea è quella di dare valore ad un prodotto altrimenti economico come i leggings rendendolo unico nel suo genere.

Le ipotesi fatte nel racconto sono uguali dal punto di vista concettuale ma molto diverse sul piano giuridico.

Nel primo caso, Federico pensa di stampare sui leggings la “Dama con l’Ermellino” di Leonardo da Vinci.

Nel secondo caso, Federico pensa di stampare dei dipinti rinascimentali e, infine, nel terzo caso vuole riprodurre una tela di Lucio Fontana.

Per la risposta è essenziale sapere che:

  • Né Leonardo da Vinci né i suoi eredi possono vantare diritti d’autore sulla Dama con l’Ermellino.

 

 

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