Il segno «france.com» non può essere registrato come marchio dell’Unione

Il segno «france.com» non può essere registrato come marchio dell’Unione

Si segnala la sentenza T-71/17 France.com, Inc. / EUIPO del Tribunale U.E. pronunciata in data 26 giugno 2018 con cui l’EUIPO ha affrontato il confronto tra i segni in conflitto e l’esistenza di un rischio di confusione. Per quanto riguarda il confronto visivo tra i segni, il Tribunale ha ritenuto che, tenuto conto delle differenze esistenti a livello dei loro elementi e della loro configurazione visiva generale, i segni in conflitto, presi nel loro insieme, presentino soltanto un debole grado di somiglianza sul piano visivo. Sul piano fonetico, il Tribunale ha confermato l’analisi dell’EUIPO secondo la quale i segni in conflitto sono quasi identici poiché è prevedibile che molti consumatori faranno riferimento al segno della società France.com attraverso il solo termine «france», dal momento che l’abbreviazione «.com» è percepita come indicazione di un sito web. Infine, il Tribunale ha ritenuto, al pari dell’EUIPO, che i segni in conflitto siano simili sul piano concettuale, in quanto veicolano il medesimo concetto (vale a dire la Francia, la torre Eiffel e i colori della bandiera francese), mentre la presenza dell’elemento denominativo «.com» nel segno della società France.com non ha alcuna incidenza sull’identità concettuale dei segni.

Considerato che i segni in conflitto coprono servizi identici o simili e presentano un grado particolarmente elevato di somiglianza sui piani fonetico e concettuale, il Tribunale U.E. ha concluso per l’esistenza di un rischio di confusione. Ne consegue che, come aveva già deciso l’EUIPO, la Francia può validamente opporsi alla registrazione del segno france.com.

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