Il Tribunale UE dice no anche ai marchi di posizionamento che generano squilibrio e asimmetria

Il Tribunale UE dice no anche ai marchi di posizionamento che generano squilibrio e asimmetria

Il 4 luglio scorso il Tribunale UE ha negato la registrabilità di questo marchio depositato dalla nota società Pirelli Tyre SpA come marchio dell’UE presso l’EUIPO.

Nello specifico si tratta (l’indicativo presente è dovuto al fatto che già Pirelli Tyre SpA ha depositato ricorso in Corte di Giustizia) di un cosiddetto marchio di posizionamento “costituito da due strisce arcuate sostanzialmente uguale allo sviluppo circonferenziale apposto i fianchi del pneumatico.”

Ovviamente i prodotti per i quali è stato richiesto il marchio sono “pneumatici, pneumatici, cerchi e coperture complete, pneumatici semi-pneumatiche e pneumatici per ruote di veicoli.”

I fatti, per quello che ci interessa in questa sede, sono relativamente semplici da ripercorrere.

Con decisione del 26 marzo 2015, l’esaminatore dell’EUIPO ha respinto la domanda di registrazione sulla base del fatto che il marchio era privo di carattere distintivo per i prodotti richiesti ai sensi dell’articolo 7 comma 1 b), del regolamento n 207/2009.

Il 25 maggio 2015 la ricorrente ha presentato un ricorso all’EUIPO, ai sensi degli articoli 58-64 del regolamento n. 207/2009, contro la decisione dell’esaminatore.

Con decisione 9 dicembre 2015 la prima commissione di ricorso EUIPO ha respinto il ricorso considerandolo intrinsecamente privo di carattere distintivo ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n 207/2009.

Sintetizzando, i motivi su cui la commissione dei ricorsi ha basato la propria decisione sono due.

Il primo è che i pneumatici sono acquistati dai professionisti o da un pubblico “che darebbe loro un elevato grado di attenzione al momento dell’acquisto”. Il secondo motivo è che la forma di bande è troppo semplice e non permette al pubblico interessato di riconoscere l’origine dei prodotti contrassegnati dal marchio né la posizione delle bande sulle pareti laterali dei pneumatici o le bande grigio scuro sono in grado di conferire carattere distintivo al marchio.

Non da ultimo, è stato escluso un uso riabilitante l’assenza di capacità distintiva del marchio (il cosiddetto “secondary meaning”).

Tra i tanti argomenti portati da Pirelli Tyre SpA, uno ci ha particolarmente colpito ed è quando “deduce che il marchio dà l’impressione di squilibrio e asimmetria che attira l’occhio, dalla posizione dei due nastri, creando uno spazio differente tra le estremità superiore ed inferiore, che consente di identificare i prodotti per i quali è richiesta la registrazione”.

Il Tribunale ha motivato la propria decisione di diniego muovendo dall’assunto che il Regolamento sul Marchio UE, sebbene non menzioni espressamente i marchi di posizionamento come una categoria specifica di marchi, ne  ammette comunque la registrabilità essendo, per così dire, una sub categoria dei marchi figurativi e tridimensionali, in quanto essi applicano elementi figurativi o tridimensionali alla superficie di un prodotto.

Secondo il Tribunale, il problema nel caso di specie è l’eccessiva semplicità di una figura geometrica di base, come un cerchio, una linea, un rettangolo o un pentagono convenzionale, che non è in grado, in quanto tale, a trasmettere ai consumatori messaggi che si possono ricordare, in modo che essi lo possano considerare come un marchio, a meno che non abbia acquisito un carattere distintivo in seguito all’uso.

Chissà se la Corte di Giustizia considererà diversamente lo squilibrio e l’asimmetria che le due bande laterali conferiscono al pneumatico quando la macchina è in moto?

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