NIKE: la gestione delle espressioni della tradizione dei popoli

NIKE: la gestione delle espressioni della tradizione dei popoli

Si segnala che la nota azienda americana di abbigliamento sportivo ha preferito rinunciare al lancio, previsto per il mese di giugno 2019, di una scarpa ad edizione limitata denominata “Nike Air Force 1 Puerto Rico 2019” che riproduceva i motivi decorativi tradizionali consistenti in disegni geometrici molto colorati, vorticosi e curvilinei, che pare “appartengano” alla comunità indigena “Guna” di Panama e che Nike avrebbe voluto utilizzare senza alcuna previa autorizzazione, oltretutto con una “rappresentazione per così dire inesatta” in quanto i detti motivi erano stati attribuiti erroneamente alla comunità di Puerto Rico.

Nike, come anticipato sopra, ha preferito rinunciare alla commercializzazione della scarpa evitando di corrispondere alla comunità di Panama una royalty per l’utilizzo, così come richiesto dai legali di controparte.

L’attenta disamina della fattispecie conduce ad evidenziare che una vera e propria violazione di diritti di esclusiva secondo i sistemi convenzionali della Proprietà Intellettuale non si sarebbe realizzata, poiché i disegni in questione, facendo parte di una tradizione secolare ed essendo, quindi, entrati da tempo nello “stato dell’arte e dell’estetica”, non possono, di certo, oggi, essere tutelati né con il diritto d’autore né tantomeno con l’istituto del design industriale, mancando il requisito della novità. Forse ci si dovrebbe limitare a parlare dell’utilizzo non autorizzato a fini commerciali di “espressioni” culturali tradizionali che appartengono alla cultura e alla tradizione di popoli e comunità locali e che, sebbene non ancora oggetto di una vera e propria tutela giuridica – se non nella legislazione di alcuni Paesi dove vivono comunità indigene – vengono percepiti come meritevoli di protezione dalla società civile, prima ancora che dal mondo giuridico della Proprietà Industriale.

In un’ottica che potremmo definire “political and etical correct” pare che Nike abbia voluto por fine ancor prima del sorgere alle forti critiche che già erano pronte a sollevarsi da parte dell’opinione pubblica per un caso considerato di appropriazione non autorizzata, evitando, pertanto, una qualche sorta di pubblicità negativa, soprattutto nei social media.

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