Sistema Safety Tutor: la sicurezza stradale non è brevettabile

Sistema Safety Tutor: la sicurezza stradale non è brevettabile

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21405 depositata il 14 agosto 2019 ha statuito il principio di diritto (cui dovrà attenersi la Corte di Appello per stabilire se ricorra o meno l’asserita contraffazione) volto – potenzialmente – a por fine all’annosa diatriba giudiziaria interessante Autostrade per l’Italia S.p.a., da un lato, e C.R.A.F.T. S.r.l. dall’altro circa la legittimità dell’uso del sistema “Safety Tutor” da parte della prima.

La contestazione riguardava la circostanza per cui il sistema di monitoraggio della velocità di veicoli costituisse contraffazione del modello di controllo brevettato da C.R.A.F.T. nell’anno 1999. Sul punto, si evidenzia che già nell’anno 2015, la Cassazione chiamata a pronunciarsi sulla validità del brevetto in oggetto riconducibile a C.R.A.F.T. aveva rilevato che la portata inventiva del Tutor è da rinvenirsi nella capacità del sistema di effettuare il rilevamento tergale dei veicoli sottoposti a monitoraggio, in assenza della quale si concretizzerebbe un mero metodo matematico non brevettabile ai sensi dell’art. 45, comma 1, lettera a) del CPI.

Con l’ultima pronuncia, la Suprema Corte ha confermato che nel giudizio di contraffazione il perno è dato dal cuore del brevetto, ovverosia da quell’elemento che garantisce originalità e novità della portata inventiva, chiarendo che la tecnica fatta propria concretamente da Autostrade è palesemente differente dal brevetto in oggetto il cui funzionamento è legato ad un sistema di tipo ottico e non magnetico. Ecco, quindi, che non ricorre contraffazione quando la soluzione fornita allo stesso problema tecnico (nella specie: rilevamento tergale del veicolo) non sia basato sull’identità delle tecniche utilizzate, bensì sul funzionamento di un sistema differente.

Spetterà, ora, al giudice del rinvio il compito di dover accertare se esista o meno contraffazione facendo applicazione del principio per cui: “La contraffazione per equivalenti ricorre in presenza della soluzione di un problema tecnico attuata attraverso invenzioni che presentino elementi delle rivendicazioni muniti di equivalenza, non in presenza della sola identità del problema suscettibile di essere superato con soluzioni tra loro diverse”.

 

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