Ancora sui marchi tridimensionali

Ancora sui marchi tridimensionali

La registrabilità dei marchi tridimensionali è uno degli aspetti più problematici del diritto dei marchi comunitario.
Ci è tornato da poco, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’UE che, nelle conclusioni presentate il 14 maggio 2014 nella causa C 205/13, ha offerto un ulteriore chiarimento circa il divieto della registrazione del segno costituito esclusivamente dalla forma “imposta dalla natura stessa del prodotto” o dalla forma “che dà un valore sostanziale al prodotto”.
Si tratta di un rinvio pregiudiziale sollevato dallo Hoge Raad der Nederlanden (Corte Suprema dei Paesi Bassi) in merito alla domanda di annullamento del diritto alla registrazione del marchio tridimensionale che rappresenta la sedia per bambini Tripp Trapp.
Secondo l’Avvocato Generale, il diritto dell’Unione Europea osta alla registrazione come marchio di forme imposte dalla funzione del prodotto, anche di forme le cui caratteristiche estetiche costituiscono uno dei principali elementi che decidono del valore di mercato del prodotto, essendo al contempo uno dei motivi per la decisione di acquisto da parte del consumatore.
Riservare caratteristiche siffatte a favore di un solo operatore economico renderebbe difficile ad imprese concorrenti la loro attribuzione alla forma dei prodotti che sarebbe del pari adatta all’uso.
Ciò condurrebbe al fatto che il titolare del marchio otterrebbe un vantaggio rilevante che eserciterebbe un’influenza negativa sulla struttura della concorrenza nel mercato, compromettendo l’obiettivo perseguito dalla normativa sulla protezione dei marchi.
Lo stralcio delle conclusioni è il seguente:
1) La nozione di forma “risultante dalla natura stessa del prodotto” ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera e), primo trattino, della Prima direttiva del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa riguarda la forma di cui tutte le caratteristiche essenziali sono imposte dalla natura di un dato prodotto. È irrilevante la circostanza che questo prodotto possa assumere anche altre forme alternative.
2) La nozione di forma “che dà un valore sostanziale al prodotto” ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera e), terzo trattino, della direttiva si riferisce alla forma di cui le caratteristiche estetiche costituiscono uno dei principali elementi che decidono del valore di mercato del prodotto in questione, essendo al contempo uno dei motivi per la decisione di acquisto da parte del consumatore. Tale interpretazione non esclude che il prodotto possieda altre caratteristiche rilevanti per il consumatore.
L’opinione del consumatore medio è una delle circostanze, tra le altre, che è necessario prendere in considerazione nell’analizzare l’applicazione dell’impedimento alla registrazione in esame, accanto a circostanze quali la natura della categoria di prodotti in questione, il valore artistico di una data forma, la sua diversità da altre forme abitualmente in uso sul mercato in questione, la rilevante differenza di prezzo in rapporto a prodotti concorrenti, una strategia promozionale che sottolinei le principali caratteristiche estetiche di un dato prodotto. Nessuna di siffatte circostanze è di per sé decisiva.
3) Un medesimo segno può essere analizzato parallelamente sotto il profilo dei criteri figuranti all’articolo 3, paragrafo 1, lettera e), primo e terzo trattino, invece l’impedimento alla registrazione o il motivo di nullità sussistono solo quando le condizioni di applicazione sono integralmente soddisfatte almeno per uno di tali criteri.

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