Cambio prassi esame UAMI per marchi internazionali estesi a UE

Cambio prassi esame UAMI per marchi internazionali estesi a UE

A decorrere dal 1° ottobre 2014 l’UAMI non potrà più accettare le richieste di registrazione internazionale di marchi che designano la U.E. se “troppo ampie, troppo vaghe o generiche”.

La regola che impone la specificazione di prodotti e/o servizi (in modo analogo alle domande dirette di marchio comunitario) è contenuta nelle Linee Guida consultabili nel sito dell’UAMI (https://oami.europa.eu, alla Sezione “Diritto e Prassi”, “Prassi attuali in materia di marchi”, nella Parte M “Marchi internazionali”), le quali rimandano alle informazioni dettagliate sui criteri di classificazione rinvenibili nella Parte B, Sezione 3 (che richiedono i requisiti di chiarezza e di precisione).

La carenza conduce all’emissione da parte dell’Ufficio di una notifica di “rifiuto provvisorio” della protezione, con la contestuale concessione di un termine di due mesi per por rimedio all’irregolarità.

Il cambio di rotta dell’Uami fa seguito alla sentenza “IP Translator” del 19.06.2012 causa C-307/10 ove la Corte di Giustizia UE ha statuito che “i prodotti e/o i servizi per i quali è richiesta la tutela mediante il marchio debbano essere identificati dal richiedente con chiarezza e precisione, vale a dire in modo sufficiente a consentire alle Autorità competenti e agli operatori economici di poter determinare la portata della tutela conferita dalla privativa marchio”.

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