Coronavirus: la storia assurda del contagio della birra Corona

Dalla scoperta del coronavirus a dicembre, la rete ha cominciato subito a riempirsi di notizie più o meno veritiere, e soprattutto di meme.

Fra i tanti, ne sono comparsi decine che associano la birra messicana Corona al tanto temuto virus.

Inutile dire che i due temi – la spensieratezza di una bevuta in compagnia da una parte, e la preoccupazione per la gravità della situazione dall’altra – non potrebbero essere più lontani: l’unico punto di incontro è il nome, Corona, appunto.

 

 

Sarebbe inutile ribadirlo, se non fosse per le conseguenze negative che la situazione sanitaria globale sta avendo sul marchio della Constellation Brands Inc. (azienda che produce la birra negli Stati Uniti), come spiega Il Sole 24 Ore in questo articolo.

Le ricerche “Virus Birra Corona” e simili, sono spopolate su Google e il noto marchio ha addirittura dovuto pubblicare una nota in cui spiega che non esistono legami fra la birra prodotta e la polmonite di origine cinese.

Infatti dall’inizio dell’anno il virus ha causato perdite ai ricavi per circa 285 milioni di dollari e solo durante l’ultima settimana di febbraio, Bloomberg fa notare come l’azienda abbia perso 8 punti percentuali alla Borsa di New York. Inoltre, il punteggio riguardante il marchio Corona, secondo YouGov è sceso da 75 a 51 punti in queste ultime settimane.

Una storia al limite dell’incredibile, ma che ci deve far riflettere sulle potenzialità positive e negative che internet può avere sulla realtà e sulla brand reputation.

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