Greta Thunberg diventa un marchio registrato

Per tutelare il movimento e le sue iniziative, lo scorso gennaio la giovane attivista svedese ha presentato domanda per registrare il suo nome e gli slogan “Fridays for future” e “Skolstrejk för klimatet” come marchi registrati.

Greta Thunberg, giovane attivista svedese che sta ispirando le nuove generazioni ponendo l’attenzione ai problemi legati al cambiamento climatico, ha annunciato con un lungo post sul suo profilo Instagram lo scorso 29 gennaio, di aver inserito la richiesta per registrare come marchi il suo nome e gli slogan “Fridays for future” e “Skolstrejk för klimatet” (Sciopero della scuola per il clima).

La ragazza ha spiegato che purtroppo esistono ancora persone che cercano contatti con personaggi di alto profilo fingendosi sue rappresentanti e che troppo spesso il suo nome e quello del movimento “Fridays for future” vengono utilizzati per scopi commerciali senza autorizzazione.
Ha aggiunto inoltre che insieme alla famiglia sta creando una fondazione no-profit per poter gestire in totale trasparenza i proventi derivanti dai libri, donazioni e premi ed utilizzarli per promuovere scopi “[…] ecologici, climatici e di sostenibilità sociale, così come di benessere mentale”.

Scrive Greta che la registrazione ha come scopo la protezione del movimento e dei suoi giovani attivisti.

 

 

Inutile dire che la notizia ha fatto il giro del mondo e che ha suscitato diverse reazioni nell’opinione pubblica: chi sostiene il disinteresse dell’operazione e che apprezza l’impegno della ragazza e chi, invece, la considera un fenomeno mediatico a servizio di interessi economici molto maggiori.

Come riporta questo articolo di Praxi, “La questione è estremamente controversa, e la risposta esatta sembra essere nel mezzo, perché, se è immaginabile un massiccio utilizzo abusivo del marchio Greta Thunberg, è altrettanto pacifico che ad un personaggio famoso sono spesso garantite delle misure di tutela più efficaci contro chi utilizza impropriamente il suo nome come marchio e/o altro segno distintivo. In altre parole, l’esistenza o meno della registrazione non impedirebbe alla Thunberg di azionare i suoi legittimi diritti sulla base della notorietà planetaria del suo nome”.

Tuttavia, come ha spiegato Greta nel lungo post, il marchio registrato agevolerà molti procedimenti, inclusa la difesa del suo stesso nome o il versamento delle tasse prima di utilizzare il denaro per la fondazione. Per di più un marchio è cedibile, ereditario e pubblicizzabile: tutte operazioni che consentiranno a Greta di proteggere lo scopo del movimento e i suoi ideali.

Rimane comunque l’altra faccia della medaglia da rischiarare: questa operazione avrà anche delle conseguenze economiche a vantaggio della giovane attivista?

Per le risposte dovremo attendere i prossimi mesi e i risvolti dell’operazione.

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