Harry, Meghan e l’addio al marchio “Sussex Royal”

Sono passati quasi due mesi dal clamoroso annuncio del divorzio dalla Corona inglese e i Duchi di Sussex devono già mettersi a fare due conti.

La Regina Elisabetta ha infatti vietato alla coppia l’utilizzo dell’appellativo “Royal” (reale) proprio perché all’inizio del mese di aprile rinunceranno al loro status di membri senior della famiglia reale.

Ma cosa comporta questo veto nel concreto?

Per Harry e Meghan il divieto di utilizzare la parola Royal non sarà solo motivo di divorzio dalla Corona. La coppia ha infatti speso migliaia di sterline per registrare come marchio commerciale “Sussex Royal” e lanciare il proprio sito e account social, creare un’ampia gamma di prodotti e attività; sterline spese invano visto che i due stanno procedendo con un’opera di re-branding totale che, a detta del loro portavoce, vedrà coincidere l’entrata in scena del nuovo marchio con la loro formale rinuncia allo status nobiliare.

Questa fase rappresenta un macigno pesante per Harry e Meghan in termini economici.

Infatti, sempre secondo il portavoce, i Duchi starebbero istituendo una nuova organizzazione no-profit che prenderà il posto dell’attuale “Sussex Royal Foundation” e starebbero pensando alla modifica del nome del loro profilo Instagram, ad oggi @sussexroyal, che in pochi mesi ha raccolto oltre 11 milioni di follower da tutto il mondo.

Tutto questo, ovviamente, ad un costo.

Innanzitutto in termini di visibilità: senza la parola “royal”, il valore del “brand” della coppia si abbassa sensibilmente, e nel mondo dello spettacolo questo si traduce in cachet più esigui. Come spiega questo articolo de Il Sole 24 Ore “Un conto è essere ospitati e fare i testimonial come reali d’Inghilterra, ancorché reietti; un conto è farlo da normali cittadini, comuni mortali”.

Inoltre per le tasche di Harry in particolare, viene stimato che “l’abbandono” della casata costerà circa 1-2 milioni di sterline, oltre alla perdita di tutti i benefit spettanti ai reali.

Insomma, una perdita consistente per i (quasi) ex Duchi.

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