I marchi d’impresa escono dal campo di applicazione del Patent box

I marchi d’impresa escono dal campo di applicazione del Patent box

A conferma delle novità già annunciate nella news del 15 aprile 2017, nella versione definitiva della manovra correttiva dei conti pubblici per il 2017 contenuta nel D.L. n. 50/2017, reso noto nel dettaglio con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017, i marchi escono definitivamente dal campo di applicazione del Patent box.

Al contempo, si prevede che le disposizioni sul Patent box si applichino anche ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto di beni immateriali, collegati tra loro da vincoli di complementarietà, ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, sempre che tra i beni immateriali utilizzati congiuntamente siano compresi unicamente quelli rientranti tra i beni agevolabili.

Ed ancora, per i costi di attività di ricerca e sviluppo, rilevanti ai fini fiscali, sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale, viene eliminata la disposizione che prevedeva l’aumento di un importo corrispondente ai costi sostenuti per l’acquisizione del bene immateriale o per contratti di ricerca, relativi allo stesso bene, stipulati con società che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa fino a concorrenza del 30% del medesimo ammontare.

Le nuove disposizioni si applicano:

– (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) per i periodi d’imposta per i quali le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016;

– (per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare) a decorrere dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, relativamente al quale le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Continuano, invece, ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alle modifiche di cui sopra e, comunque, non oltre il 30 giugno 2021, relativamente alle opzioni esercitate per i primi due periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014.

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