Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale in Europa: nuove frontiere

Il Parlamento Europeo ha recentemente gettato le basi per dar corso ad una legislazione uniforme, all’interno dell’Unione Europea, in materia di Intelligenza Artificiale. In particolare, lo scorso martedì 20 ottobre, gli eurodeputati hanno approvato alcune raccomandazioni volte a regolamentare l’uso e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nell’Unione Europea, al fine di promuovere innovazione, norme etiche e fiducia nella tecnologia. L’iniziativa legislativa contenente le suddette raccomandazioni riguarda, nello specifico, i seguenti aspetti: 

  •         Un quadro etico per l’IA, su iniziativa di Iban Garcia del Blanco (S&D, ES), nell’ambito del quale si prevede che le future leggi in materia di Intelligenza Artificiale dovranno improntarsi ai principi di: 1) un’intelligenza artificiale antropocentrica e antropogenica; 2) sicurezza, trasparenza e responsabilità; 3) garanzia contro distorsioni e discriminazioni; 4) diritto di ricorso; 5) responsabilità sociale e ambientale e rispetto della privacy e protezione dei dati. Inoltre, è fatta specifica previsione che, laddove si tratti di tecnologie “ad alto rischio” (da intendersi come quelle con capacità di autoapprendimento), dovrebbe sempre essere garantita, in fase di progettazione, la possibilità di consentire la costante sorveglianza attiva umana.
  •         La responsabilità per i danni causati dall’IA, su iniziativa di Axel Voss (PPE, DE), in relazione alla quale “si richiede un quadro giuridico in materia di responsabilità civile orientato al futuro, che renda gli operatori IA ad alto rischio oggettivamente responsabili dei danni che possano cagionare”. Si ritiene, infatti, che un quadro giuridico chiaro “contribuirà a stimolare l’innovazione, fornendo alle imprese la certezza del diritto”.
  •         Diritti di proprietà intellettuale (DPI), su iniziativa di Stéphane Séjourné (Renew Europe, FR), in relazione ai quali gli eurodeputati hanno affermato come “la leadership globale dell’UE in materia di IA richieda un sistema efficace di tutela dei diritti di proprietà intellettuale”, sostenendo – in particolare – l’importanza di “distinguere tra le creazioni umane ottenute con l’assistenza dell’IA e quelle generate autonomamente dall’IA” e specificando che non dovrebbe essere concessa personalità giuridica all’IA (e, di conseguenza, affermando che la proprietà dei DPI dovrebbe essere riconosciuta unicamente in capo agli esseri umani).

 In conclusione, nell’attesa di potere assistere all’implementazione dei suesposti principi nella futura legislazione dei vari Stati Membri, non si può che apprezzare come le posizioni prese dal Parlamento Europeo in materia di Intelligenza Artificiale si inseriscano in una visione strategica di valorizzazione e di regolamentazione avveduta di tale risorsa, circostanza in forza della quale è lecito immaginare un futuro in cui l’Unione Europea si ponga come leader globale nel settore della tecnologia, in generale, e dell’intelligenza artificiale, in particolare.

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