[Marchi & Motori] Dalla Ferrari all’Alfa: la nascita dei marchi dei motori d’eccellenza

Il mese scorso abbiamo approfondito la storia del brand Panda, raccontando la sua storia e i momenti che hanno segnato il successo dell’autovettura tutta italiana.

Quest’oggi parliamo di un altro brand italiano che si è affermato in tutto il mondo, a partire dal 1947, come esempio di classe ed eleganza: la Ferrari. Altro simbolo distintivo? Ovviamente il cavallino rampante!
Come riporta questo articolo, “nasce il 17 giugno 1923 quando si sta disputando il gran premio del circuito del Savio, vicino a Ravenna. Ferrari vince questa prima edizione come pilota Alfa Romeo e la contessa Paolina Baracca gli propone di adottare come simbolo quello esibito sulla carlinga dal figlio Francesco, asso della nostra aeronautica militare: un cavallino rampante nero, con la coda all’ingiù, simbolo di coraggio e temerarietà. Gli dà il permesso di applicarlo sulle sue automobili perché gli porti fortuna”.

Alla Scuderia Ferrari – all’epoca filiale di Alfa Romeo, viene in realtà concesso solo a partire dal 1932 di utilizzare il cavallino applicandolo sullo sfondo giallo, lo stesso dello stemma della città di Modena.

Non tutte le storie dei brand automobilistici, però sono conosciute come quella della Ferrari.

A proposito della già citata Alfa Romeo, anche il suo logo negli anni è rimasto quasi intonso, anche se alcune piccole modifiche sono state apportate.
L’Alfa, Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, nasce nel 1910 e, circa otto anni dopo, l’ingegnere e imprenditore napoletano Nicola Romeo acquistando il controllo della società, facendo nascere l’Alfa Romeo Milano.
L’origine del marchio non potrebbe essere più milanese: di forma rotonda, vede al suo interno le due insegne araldiche del capoluogo lombardo, la croce rossa su sfondo bianco di Giovanni da Rho da un lato e il biscione dei Visconti con in bocca un bambino stilizzato dall’altra.

La scritta Milano, collocata in basso, scomparirà a partire dal 1972, quando la produzione verrà spostata a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.
Com’è cambiato lo stemma nel corso degli anni? Alcuni piccoli dettagli, nel corso degli anni, sono stati prima aggiunti e successivamente tolti, come per esempio le corone d’alloro, i nodi sabaudi o le linee ondulate. Gli elementi fondamentali però, come già detto, sono rimasti sempre gli stessi e nell’ultima rivisitazione, datata 2015, sono stati ulteriormente esaltati: rendendo la scritta più incisiva e colorando l’anello esterno di un blu notte.

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