[Marchi & Motori] La decadenza del marchio per “non uso”: il caso “Ferrari 250 GTO”

La Ferrari 250 GTO del 1962 è famosa per essere l’auto più costosa mai battuta all’asta. Infatti, dopo aver ottenuto questo titolo nel 2014 per oltre 38 milioni di dollari, quattro anni dopo (nel 2018) grazie al prezzo di vendita di oltre 48 milioni di dollari è diventata non solamente l’auto più costosa di sempre battuta all’asta, ma anche l’oggetto più caro venduto nel 2018.

La forma della Ferrari 250 GTO era stata registrata nel 2008 come marchio dell’Unione Europea (“MUE”). Dieci anni dopo la registrazione, prende il via una contesa tra la Ferrari e la casa automobilistica Ares Design, dopo l’annuncio di quest’ultima del progetto di ammodernamento e di reinterpretazione della Ferrari 250 GTO del 1962. Ares Design presenta, quindi, domanda all’European Intellectual Property Office (“EUIPO”) per ottenere la cancellazione del marchio di forma registrato dalla Ferrari sulla base della mancanza di uso effettivo del marchio per cinque anni consecutivi.

La divisione di Annullamento dell’EUIPO si è quindi trovata a valutare le prove fornite dalle parti per verificare se la Ferrari abbia utilizzato il marchio costituito dalla forma della Ferrari 250 GTO nel periodo di riferimento (dal 2013 al 2018). Una questione spinosa, visto che quel modello di Ferrari è stato effettivamente in produzione solo tra il 1962 e il 1964, ben prima che il marchio fosse registrato.

La divisione di Annullamento dell’EUIPO ha deciso per la decadenza del MUE per i beni e servizi ricompresi nelle classi 12 e 25 e per alcuni beni e servizi della classe 28, mantenendo la registrazione del marchio solo per i veicoli giocattolo e per i modellini in scala.

La sfida è stata, quindi, vinta da Ares Design. Tuttavia, la Ferrari può vantare una tutela diversa, quella della protezione del diritto d’autore. Lo scorso anno il Tribunale di Bologna si era, infatti, pronunciato a favore della Ferrari, sostenendo che la forma della Ferrari 250 GTO sarebbe protetta dal diritto d’autore, in quanto vera e propria “opera d’arte”.

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