[Marchi & Motori] La tutela del design nel settore dei pezzi di ricambio nel settore automotive

In data 8 giugno 2020, con sentenza, il Tribunale di Milano è tornato ad esprimersi su una questione inerente la violazione dei diritti di esclusiva su modelli registrati di cerchioni per automobili e la possibilità o meno di ricorrere all’esimente della c.d. clausola di riparazione.

Parti della querelle erano Volkswagen e un produttore italiano di ricambi non originali il quale, in via difensiva, assumeva il difetto di protezione per modelli di cerchioni automobilistici se componenti di un prodotto complesso e usati allo scopo di consentire la riparazione dello stesso per poterne ripristinare l’aspetto originale.

Il Collegio meneghino, richiamando i principi già statuiti dalla Corte di Giustizia nelle cause riunite Audi e Porsche, aveva rilevato, in primo luogo che incombe sul ricambista e non sul titolare del diritto di privativa dimostrare che vi siano le circostanze che consentono l’applicazione dell’esimente, che lo stesso deve dimostrare la sussistenza della condizione indefettibile di perfetta identità dei cerchioni rispetto agli originali, oltre alla più piena diligenza anche dimostrando che la vendita dei ricambi fosse destinata alla sola funzione di riparazione.

Nella specie, nella carenza delle dette condizioni, è stata accertata la violazione dei modelli di cerchione registrati da Volkswagen, con condanna di controparte convenuta a cessare la produzione e/o commercializzazione, con previsione di penale, ordine di ritiro della merce dal mercato e pubblicazione del provvedimento, con ulteriore riserva di quantificare il danno nel prosieguo del giudizio.

Lascia un commento