Patent box e reddito agevolabile: calcolo del nexus ratio

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risposta ad interpello n. 120 del 24 aprile 2020 in tema di Patent box.

È necessario premettere che ai fini della fruizione del Patent box, le tipologie di utilizzo dei beni immateriali agevolabili di cui all’articolo 6 del Decreto attuativo del 28 novembre 2017, sono indicate nell’articolo 7 dello stesso decreto sulla cui base può fruire dell’agevolazione la concessione in uso del diritto all’utilizzo dei beni immateriali di cui all’articolo 6.

Il reddito agevolabile è costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti ed indiretti a essi connessi. Inoltre, tra i componenti positivi di reddito da considerare nel computo rientrano anche le somme ottenute come risarcimento e come restituzione dell’utile a titolo di responsabilità contrattuale od extracontrattuale, per inadempimento a contratti aventi ad oggetto i beni immateriali di cui all’art. 6 e per violazione dei diritti sugli stessi beni; in sostanza ai fini della sua determinazione si può dire che il reddito agevolabile risulti dall’applicazione allo stesso reddito del rapporto tra i costi c.d rilevanti indicati ai commi da 2 a 5 dell’articolo 9 del Decreto attuativo (c.d. nexus ratio).Si ricorda che condizione necessaria per poter fruire dell’agevolazione è lo svolgimento, da parte del soggetto che utilizza il bene immateriale agevolabile, di attività di e, quindi, di costi di ricerca e sviluppo, finalizzate allo sviluppo, al mantenimento, nonché all’accrescimento del valore dei beni immateriali.

Ciò significa che tra i costi da includere nel numeratore rientrano anche i costi afferenti alle attività (indicate all’articolo 8 del decreto) sostenuti dal soggetto beneficiario nell’ambito di un accordo per la ripartizione dei costi, come definito dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 settembre 2010, almeno fino a concorrenza dei proventi costituiti dal riaddebito dei costi ai soggetti partecipanti all’accordo per la ripartizione dei costi.

In altri termini, il numeratore del rapporto nexus rappresenta la ricerca qualificata ed è espressivo di quella ricerca effettuata direttamente da colui che vuole beneficiare dell’agevolazione o che da questi è stata commissionata a soggetti indipendenti o nell’ambito di rapporti di compartecipazione ritenuti meritevoli.

Si fa osservare che nell’ipotesi in cui un soggetto sulla base di un contratto “Co-Development and Licence Agreement” si impegna a concedere la licenza del proprio brevetto e si impegna ad eseguire tutte le attività di ricerca e sviluppo dei protocolli preclinico e anche post, finalizzati all’ottenimento delle due autorizzazioni internazionali, in realtà tale attività genera benefici in capo a entrambi i contraenti. Per cui gli eventuali costi che la società sostiene per il progetto di co-sviluppo, ai fini del Patent box, non possono rientrare nel calcolo del nexus ratio, perché la società non rimane incisa da costi di ricerca e sviluppo che generano benefici anche in capo a essa stessa.

In tema di Patent box, ai fini della determinazione della quota di reddito agevolabile, la normativa precisa quali sono i costi rilevanti ai fini del calcolo della percentuale, nexus ratio, da applicare al reddito agevolabile. Il numeratore del rapporto nexus rappresenta la ricerca qualificata ed è espressivo di quella ricerca effettuata direttamente da colui che vuole beneficiare dell’agevolazione o che da questi è stata commissionata a soggetti indipendenti o nell’ambito di rapporti di compartecipazione ritenuti meritevoli.

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