Piano strategico sulla proprietà industriale triennio 2021-2023: ecco le linee di intervento strategiche sulla PI

In data 25 giugno 2021, il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha siglato il Decreto di adozione del “Piano strategico sulla Proprietà Industriale per il triennio 2021-2023”, in cui sono contenute le Linee di intervento nazionali in materia.

Nelle parole del Ministro “Un moderno sistema di protezione della Proprietà Industriale rappresenta un elemento centrale nella definizione di una strategia di sviluppo e di politica industriale per la crescita economica del Paese”.

Il Decreto trae origine dalle indicazioni comunitarie elaborate nel “Piano di azione della Commissione UE “Sfruttare al meglio il potenziale innovativo dell’UE – Piano di azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE”, e dalle sue cinque sfide, declinandole nel contesto del Paese Italia.

La necessità di un intervento strategico in materia di Proprietà Industriale (PI) è confermata anche nel PNRR, dove è fatta espressa menzione alla Riforma del sistema, con l’obiettivo di conferire valore all’innovazione e incentivare l’investimento nel futuro.

Le cinque sfide, declinate dal Ministero e sulle quali viene elaborato il documento sono:

  1. Migliorare il sistema di protezione della PI;
  2. Incentivare l’uso e la diffusione della PI, in particolare da parte delle PMI;
  3. Facilitare l’accesso ai beni immateriali e la loro condivisione, garantendo nel contempo un equo rendimento degli investimenti (Brevetti);
  4. Garantire un rispetto più rigoroso della proprietà industriale;
  5. Rafforzare il ruolo dell’Italia nei consessi europei ed internazionali sulla proprietà industriale

Migliorare il sistema di protezione della PI

Il sistema di Protezione Industriale oggi è ancora poco accessibile e caratterizzato da procedure complesse e non pienamente adeguate all’era digitale. A fronte di questa situazione, obsoleta e non adeguata al contesto di sviluppo repentino che caratterizza il nostro secolo, il Ministero intende intervenire con azioni di modifica della dottrina, predisponendo nell’immediato un disegno di legge di revisione del Codice della Proprietà Industriale. Il ddl. si strutturerà secondo due direttrici:

  • rafforzamento della protezione della Proprietà Industriale per la competitività del sistema Paese;
  • semplificazione e digitalizzazione delle procedure.

Incentivare l’uso e la diffusione della PI, in particolare da parte delle PMI

La carenza di percezione del valore, anche e soprattutto economico, dei titoli di Proprietà Industriale e delle differenti possibilità di loro utilizzo, li rendono poco attrattivi ed adoperati dal sistema imprenditoriale e della ricerca del nostro Paese. 

Il Ministero intende invertire questa tendenza, intervenendo con strumenti concreti che supportino le PMI ad entrare nel mondo della Proprietà Industriale e a sfruttarne possibilità e vantaggi.

La volontà è quindi quella di creare un ecosistema in materia di Proprietà Industriale, in cui le PMI e il mondo della ricerca trovino consulenza, incentivi, strumenti di valorizzazione del proprio operato.

Tra le misure delineate nel Decreto troviamo l’introduzione a bilancio dei titoli di PI, la messa a regime degli strumenti di incentivo al deposito di titoli PI, la creazione di un sistema costante di consulenza in materia, etc.

Facilitare l’accesso ai beni immateriali e la loro condivisione, garantendo nel contempo un equo rendimento degli investimenti

Partendo dalla necessità di rendere maggiormente conosciuti e disponibili gli strumenti di accesso alla Proprietà Industriale, il Ministero si concentra sui brevetti. In questo ambito viene sottolineato come, l’accesso agevole e veloce alle nuove tecnologie, alle nuove conoscenze e ai dati di Proprietà Industriale, costituisca un asset per ciascun Paese. E questo è vero anche e soprattutto in contesti di crisi, come quella Covid-19, in cui la tempestività di accesso alle informazioni diventa cruciale. Si tratta quindi di stimolare una logica della condivisione delle conoscenze attraverso strumenti di accesso alle informazioni.

Come contro altare, è però necessario non perdere di vista la necessità di garantire la redditività ed il ritorno degli investimenti per i beni immateriali derivanti da PI.

Garantire un rispetto più rigoroso della proprietà industriale

La contraffazione e la pirateria stanno acquistando dimensioni sempre più rilevanti, anche e soprattutto attraverso le tecnologie digitali, con conseguenze importanti in termini di danni per le imprese, per i consumatori e per lo Stato. Data l’importanza rivestita dai Diritti sulla Proprietà Industriale, sia in chiave di garanzia per chi li possiede che per chi ci investe, sia in ultima analisi per lo sviluppo del Paese, il Ministero intende intervenire con una dura lotta alla contraffazione.  L’intervento proposto vuole agire su livelli differenti, tra cui principalmente la sensibilizzazione sulla materia a imprese e consumatori, l’aggiornamento della normativa, il supporto alle Imprese contro la Criminalità Organizzata attiva nel settore.

Rafforzare il ruolo dell’Italia nei consessi europei ed internazionali sulla proprietà industriale

La politica nazionale in materia di Proprietà Industriale è sempre più interconnessa con la normativa comunitaria e internazionale. Diviene quindi necessario adottare delle linee strategiche di promozione e valorizzazione del patrimonio PI italiano come elemento chiave di un sistema più ampio e in cui sono presenti altri attori.

Da sempre l’ingegno italiano è visto con rispetto e come elemento di punta nello sviluppo industriale del panorama internazionale. Alla luce di questa posizione privilegiata, è intenzione del Ministero fare sempre di più, affinché l’Italia diventi uno dei leader mondiali e funga da traino all’UE anche in materia di Proprietà Industriale.

Per un approfondimento e per la lettura integrale del decreto prosegui qui.

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