Riflessioni sulla “Patent box” in arrivo anche in Italia

Riflessioni sulla “Patent box” in arrivo anche in Italia

Come già riferito nella news del 23 ottobre 2014, il DdL Stabilità 2015, che al momento si trova all’esame della Commissione bilancio della Camera, sta per introdurre anche in Italia la c.d. “Patent Box”, ossia il regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzazione di alcune tipologie di beni immateriali.

La formulazione letterale della disposizione induce a porsi alcuni dubbi, anche con riferimento all’ambito oggettivo di estensione dell’agevolazione. Pare, infatti, che risultino esclusi i disegni e i modelli (di cui all’art. 31 C.P.I.) non menzionati a fianco dei brevetti per invenzione e dei brevetti per modelli di utilità, anche se l’esclusione non parrebbe in linea con la ratio della normativa volta al mantenimento e alla collocazione di beni immateriali in Italia, oltre che a favorire l’attività di ricerca e di sviluppo.

Altra questione problematica sempre inerente all’ambito di applicazione della norma attiene ai marchi di impresa che – così recita la norma – devono essere “funzionalmente equivalenti ai brevetti” con espressa esclusione dell’agevolazione per i marchi commerciali, ossia quelli volti alla sola affermazione sul mercato.

L’incertezza lamentata dovrebbe, comunque, essere risolta da un Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che, con il Ministero dell’Economia, dovrebbe emanare disposizioni attuative che, si auspica, possano in concreto chiarire l’effettivo ambito di applicazione oggettivo delle novità normative.

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