Sperlari, Galatine e Saila diventano marchi storici

In concomitanza con i festeggiamenti per i suoi 185 anni, la Sperlari, storica azienda cremonese, è entrata a far parte del registro dei marchi storici di interesse nazionale.

L’azienda venne fondata nel 1836 da Enea Sperlari come bottega a conduzione familiare a Cremona, specializzata nella realizzazione di torrone e mostarda, come tradizione del territorio. In poco tempo il negozio di via Solferino, che ancora oggi è attivo ed è tutelato come locale storico, divenne talmente apprezzato che i prodotti arrivarono fino agli Stati Uniti, al seguito degli immigrati italiani in America, ed è divenuto un’azienda leader del mercato dolciario italiano, che possiede quattro stabilimenti da sempre produttivi in Italia: Cremona, Gordona (SO), San Pietro in Casale (BO) e Silvi Marina (TE).

Lo stesso riconoscimento è stato attribuito al marchio Galatine, le caramelle al latte inventate nel 1956 e prodotte dalla Sperlari con latte 100% italiano, e al marchio Saila, fondata nel 1937 con l’acronimo “Società Anonima Industriale Liquirizia Abruzzese”, che vengono prodotte con liquirizia e menta al 100% italiane.

Piergiorgio Burei, CEO Sperlari, ha dichiarato a Il Sole 24 Ore “tutti i brand [Sperlari] fanno parte della storia di questo Paese, hanno accompagnato generazioni di italiani per tutta la vita e da sempre vengono prodotti nei nostri quattro stabilimenti in Italia con ampio impiego di materie prime italiane: la frutta di Sperlari, il latte delle Galatine, la menta e la liquirizia di Saila. Diventare parte del Registro dei marchi storici di interesse nazionale è per noi grande motivo di orgoglio e l’iscrizione nel Registro in occasione del 185mo compleanno rappresenta un ulteriore riconoscimento del nostro lavoro di valorizzazione della tradizione italiana, unita alla capacità di sapersi innovare, rafforzando il ruolo di Sperlari come ambasciatore del Made in Italy alimentare nel mondo”.

Il Registro, istituito nel 2019 per volere del Ministero dello Sviluppo Economico, nasce dall’esigenza di tutelare la proprietà industriale delle aziende di eccellenza storicamente collegate al territorio nazionale e di valorizzare il Made in Italy nel mondo. È stato inizialmente introdotto con il decreto Crescita a partire dal caso dell’azienda Pernigotti, per impedirne la chiusura degli stabilimenti italiani e il suo spostamento all’estero, e prende ispirazione dalla legge francese Florange.

Possono entrare a far parte del registro tutte le attività che possiedono un marchio registrato da oltre 50 anni: una volta ammesse, le aziende possono utilizzare il logo di marchio storico di interesse nazionale accanto al proprio, sia per finalità promozionali, che commerciali, e soprattutto al fine di contrastare il cosiddetto italian sounding.

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