Lo scorso 27 maggio, gli occhi dei fans di tutto il mondo erano puntati sulla tanto attesa reunion dei sei protagonisti della sit-com Friends, divenuta – nel corso del tempo – un vero e proprio fenomeno sociale e culturale. Insieme ad Aniston, Cox, Kudrow, LeBlanc, Perry e Schwimmer, sono state moltissime le star del mondo della moda, del cinema e della musica ad essere coinvolte nella realizzazione dello speciale. Sfortunatamente, non tutti gli spettatori hanno potuto vedere la versione integrale dell’evento, ciò dando origine ad un’interessante vicenda relativa alla violazione del copyright.

I diritti esclusivi di trasmissione live e riproduzione dello show sono di titolarità di HBO Max per un periodo di cinque anni, ma – nei Paesi in cui la piattaforma non opera – i suddetti diritti sono stati conferiti a differenti canali, nonché a servizi che offrono trasmissioni direttamente via internet, senza appoggiarsi ad alcuna emittente. In Cina, le dieci stagioni della sit-com non erano state trasmesse in contemporanea con la programmazione statunitense sul canale NBC, dal 1994 al 2004, ma soltanto a partire dal 2010, quando Sohu.com ha acquisito i diritti con scadenza prevista, ed effettivamente avvenuta, nel 2018. Nel corso di tale periodo di tempo, gran parte del pubblico, in particolare giovani e giovanissimi, si è appassionata alle vicende degli amici del Central Perk.

Ai fini di rispondere alle richieste del mercato, le piattaforme iQiyi, Tencent Video e Youku hanno, quindi, ottenuto, in cambio di una somma di denaro il cui ammontare non è stato reso pubblico, i diritti di licenza per trasmettere l’episodio speciale. Tuttavia, chi ha seguito l’evento su tali piattaforme grazie al pagamento di un abbonamento, è rimasto deluso dallo scoprire che alcune parti della puntata erano state eliminate, dando origine ad una versione censurata del programma. A non superare i tagli sono stati un breve video-commento dei BTS, fenomeno del k-pop attestatosi a livello mondiale, riguardo agli insegnamenti tratti dallo show, l’apparizione di Justin Bieber con l’iconico costume di Halloween Spudnik indossato da Ross e, soprattutto, la performance di Lady Gaga, insieme a Kudrow, di un altro iconico tassello dello show, la canzone “Smelly Cat”.

Non è chiaro se indicazioni sulla censura siano giunte direttamente da ambienti governativi cinesi o se la scelta sia spettata alle singole piattaforme che hanno, infatti, operato tagli differenti (atteso che su iQiyi i minuti mancanti sono stati sei, mentre nella versione di Tencent Video quasi cinque ed in quella di Youku soltanto quattro). Infatti, oltre ai cameo citati, non sono state rese disponibili per gli utenti alcune testimonianze rispetto al valore dello show di appartenenti alla comunità LGBT, così come il racconto di un vecchio rimedio della nonna, l’urina, per lenire il dolore dato dalla puntura di medusa.

Di conseguenza, moltissimi utenti si sono diretti verso Bilibili, piattaforma streaming che consente, altresì, di pubblicare contenuti. Tramite un comunicato congiunto, iQiyi, Tencent Video e Youku hanno accusato Bilibili di aver intenzionalmente concesso uno spazio per versioni “pirata” dell’evento sottolineandone “la violazione dei diritti di proprietà intellettuale, pirateria e interferenza con l’ordine relativo alla trasmissione di video online”. Bilibili non ha pubblicato una risposta ufficiale, ma ha provveduto immediatamente ad eliminare l’intero episodio, nonché la maggior parte dei contenuti relativi a “Friends” e, per tale ragione, non è stata, finora, soggetta nemmeno al pagamento di una multa.

Tuttavia, è ancora da valutare se e come lo stesso governo o gli altri broadcaster possano decidere di intraprendere azioni legali proprio sulla base della violazione del copyright. È, inoltre, da tenere in considerazione che un emendamento della legge cinese sul copyright del 2020, entrato in vigore il 1° giugno 2021, innalza notevolmente le somme che, a titolo di ammenda, devono essere versate in seguito a violazioni, basando la modifica sulla reale perdita economica sofferta dal titolare dei diritti o sui profitti illegali ottenuti da chi abbia dato corso alla violazione.

Infine, è da sottolineare come sia essenziale distinguere eventuali critiche mosse alla scelta di censurare un prodotto audiovisivo per motivazioni politiche e culturali e l’indubbio vantaggio sul mercato che la presenza di una versione non censurata del programma ha portato a Bilibili, tenendo conto del fatto che molti utenti hanno virato sulle tre piattaforme licenziatarie soltanto quando il contenuto è stato rimosso dalla stessa Bilibili.

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