La proprietà intellettuale potrebbe diventare uno degli strumenti chiave per finanziare l’innovazione europea. È questo il messaggio emerso durante il recente incontro promosso dall’EUIPO dedicato alla finanza garantita dai diritti di proprietà intellettuale (IP-backed finance), un tema che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito sulla competitività dell’Unione europea.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal rapporto “IP-backed finance in Europe: state of play and future perspectives”, pubblicato dall’EUIPO nel 2026, che analizza come brevetti, marchi, design e altri asset immateriali possano essere utilizzati in modo più efficace per facilitare l’accesso ai finanziamenti da parte delle imprese innovative.
Un patrimonio ancora poco valorizzato
Nonostante le industrie ad alta intensità di proprietà intellettuale generino circa il 48% del PIL europeo e il 31% dell’occupazione, molte imprese, soprattutto PMI e startup, incontrano ancora difficoltà nell’utilizzare i propri diritti di PI come garanzia per ottenere credito o attrarre investimenti. Solo una minoranza delle imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale ha infatti tentato di ottenere finanziamenti basati sui propri asset immateriali.
Secondo lo studio, il deficit di credito delle PMI nell’Unione europea può raggiungere i 365 miliardi di euro all’anno, con una quota significativa riconducibile proprio alle imprese ricche di proprietà intellettuale.
Le principali barriere
Tra gli ostacoli individuati figurano la difficoltà di valutare economicamente gli asset immateriali, la mancanza di standard condivisi per la loro valorizzazione, la scarsità di dati sulle operazioni finanziarie basate sulla PI e una limitata accettazione dei diritti di proprietà intellettuale come garanzia da parte del sistema bancario.
A ciò si aggiungono alcune criticità normative. Le attuali regole prudenziali applicabili agli istituti di credito non favoriscono infatti il riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale come collaterale ai fini della riduzione del rischio bancario, limitando così la diffusione di strumenti finanziari garantiti da brevetti, marchi e design.
Cinque priorità per costruire un mercato europeo della IP Finance
Per superare queste difficoltà, il rapporto individua cinque linee d’azione prioritarie:
- aumentare la visibilità degli asset di proprietà intellettuale nelle imprese;
- sviluppare metodologie di valutazione più affidabili e condivise;
- favorire strumenti di condivisione del rischio per incentivare il credito garantito dalla PI;
- creare basi dati più solide sulle operazioni di finanziamento;
- rafforzare il coordinamento tra istituzioni, operatori finanziari e autorità nazionali.
Secondo le stime riportate nel dibattito europeo, un sistema più maturo di finanza basata sulla proprietà intellettuale potrebbe mobilitare tra 30 e 120 miliardi di euro di nuovi finanziamenti ogni anno, contribuendo a trattenere in Europa startup e imprese innovative che oggi spesso cercano capitali al di fuori dell’Unione.
Un tassello della strategia europea per la competitività
L’EUIPO considera la valorizzazione finanziaria della proprietà intellettuale una componente essenziale della propria Strategia 2030 e un elemento chiave per rispondere alle sfide sulla competitività europea. L’obiettivo è creare un ecosistema nel quale le idee non siano soltanto generate e protette in Europa, ma possano anche essere finanziate, sviluppate e commercializzate all’interno del mercato europeo.
Il passaggio “dall’analisi all’azione” rappresenta quindi un cambio di passo importante: la proprietà intellettuale non viene più considerata soltanto uno strumento di tutela giuridica, ma sempre più una leva finanziaria strategica per sostenere innovazione, crescita e competitività.




