Proprietà intellettuale come leva finanziaria: le novità dell’European Innovation Act per le PMI

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La Commissione europea ha presentato l’European Innovation Act, un pacchetto di misure pensato per sostenere la crescita delle imprese innovative nell’Unione, riducendo la frammentazione normativa tra i 27 Stati membri.

Per le PMI, gli interventi più rilevanti riguardano due aree.

La prima è la proprietà intellettuale. Brevetti, marchi e altri asset IP sono spesso difficili da valorizzare come garanzia per ottenere finanziamenti. La proposta introduce un quadro comune europeo per la valutazione degli asset di proprietà intellettuale, un mercato digitale per facilitare l’incontro tra chi vuole cedere e chi vuole acquisire diritti IP, e servizi di supporto alla commercializzazione. Secondo le stime della Commissione, queste misure potrebbero mobilitare fino a 10,2 miliardi di euro annui di finanziamenti aggiuntivi, tra capitale di rischio e debito, basati sulla proprietà intellettuale.

La seconda riguarda gli appalti per la ricerca e lo sviluppo, per i quali viene proposta una procedura comune europea. L’obiettivo è accelerare l’ingresso sul mercato di nuove tecnologie e facilitare le gare congiunte tra enti pubblici di Paesi diversi, con benefici stimati per le imprese fino a 25,92 miliardi di euro annui.

La proposta introduce inoltre le regulatory sandbox: ambienti controllati in cui imprese, ricercatori e autorità possono sperimentare temporaneamente nuovi prodotti e tecnologie sotto la supervisione dei regolatori, prima di una messa sul mercato definitiva.

L’European Innovation Act si inserisce nella strategia europea per startup e scaleup e nel Competitiveness Compass, con l’obiettivo di trasformare ricerca e innovazione in applicazioni industriali e commerciali concrete.

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