Protect College Sports Act: un quadro normativo federale per lo sport universitario americano

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Il disegno di legge che ha recentemente ottenuto l’approvazione dal Senato statunitense con forte consenso bipartisan, che va sotto il nome di Protect College Sports Act, potrebbe rendere gli accordi di sponsorizzazione e i contratti Name, Image and Likeness (c.d. contratti NIL) tra brand ed atleti universitari molto più complessi.

Secondo alcuni osservatori, la proposta legislativa sarebbe, infatti, stata concepita a forte trazione delle grandi federazioni, conference e network televisivi. Il disegno prevede che gli atleti della c.d. Division I (riservata all’agonismo universitario) debbano segnalare determinati accordi NIL dal valore eccedente i 600 dollari. È, inoltra, stata prospettata la creazione di un database pubblico e consultabile (con informazioni anonimizzate o dettagli su compensi e servizi resi), il che farebbe venir meno la riservatezza su molte partnership commerciali e esporrebbe i budget e le strategie dei brand alla luce del sole.

La Legge mira alla creazione di un quadro normativo nazionale unitario e a concedere un’esenzione antitrust riservata alla National Collegiate Athletic Association, consentendole di applicare regole più rigide su eleggibilità e compensi. Con l’introduzione di regole federali più stringenti, i brand rischiano di trovarsi impigliati in requisiti di conformità più complessi da soddisfare, simili a quelli del lavoro indipendente o delle normative FTC (Federal Trade Commission) per gli influencer, con maggiori responsabilità legali in caso di errori di dichiarazione da parte dei giovani atleti.

Non resta che attendere il voto, decisivo, della Camera dei Rappresentanti.

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