Hermès / Le Bidon Français: l’espressione artistica non costituisce un lasciapassare all’uso indiscriminato del marchio del terzo

le bidon francaise

Un recente caso posto al vaglio del Tribunale parigino denuncia l’urgenza di definire l’ambito applicativo di una potenziale esimente in relazione alle condotte in violazione del diritto al marchio: l’espressione artistica. Si allude al caso Hermès / Le Bidon Français.

Come è noto, i marchi Hermès assurgono, oggi, a veri e propri simboli culturali e identitari, trascendendo, in qualche misura, la mera funzione di indicatore della provenienza imprenditoriale dei prodotti dagli stessi contrassegnati.

Dall’altro lato, Le Bidon Français è una galleria d’arte francese che espone le peculiari creazioni a propria firma. Tali opere sono costituite da bidoni industriali e barili in metallo convertiti in oggetti di Pop Art ed in complementi d’arredo.

Molte tra queste creatività recavano molteplici tra i segni oggetto di regolare registrazione a nome della storica maison francese. I marchi sono stati, altresì, utilizzati nelle pubblicazioni online a contenuto promozionale riconducibili a Le Bidon Français.

Hermès ha, quindi, agito in giudizio per ottenere l’accertamento della violazione dei marchi di sua titolarità oltreché dell’illiceità e del parassitismo della condotta concorrenziale posta in essere dalla convenuta, che avrebbe, secondo la prospettazione attorea, tratto indebito vantaggio commerciale dalla reputazione di Hermès.

Le Bidon Français, dal canto suo, ha argomentato che tale utilizzo sarebbe stato ispirato ad intenti asseritamente parodistici o satirici e, comunque, artistici, discendenti dalla palese discrasia tra materiale industriale e simbolismo di lusso.

La Corte ha, tuttavia, censurato le allegazioni della convenuta, in considerazione dell’impostazione marcatamente commerciale dell’attività esercitata da Le Bidon Français, con inevitabile conseguimento di indebiti benefici economici da parte della stessa.   

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