Con l’inizio del 2026, numerose opere creative entrano nel pubblico dominio, diventando liberamente utilizzabili e reinterpretabili senza vincoli di copyright. Questo passaggio amplia le opportunità per artisti, educatori e imprese, favorendo nuove forme di creatività e la diffusione del patrimonio culturale.
La durata del diritto d’autore varia però a seconda dei Paesi: nell’Unione Europea e nel Regno Unito la protezione dura 70 anni dopo la morte dell’autore, mentre negli Stati Uniti può estendersi fino a 95 anni dalla pubblicazione per le opere più datate. Ne derivano differenze significative, come dimostra il caso delle opere di Virginia Woolf, entrate nel pubblico dominio in momenti diversi a seconda della giurisdizione.
Va inoltre ricordato che l’assenza di copyright non implica libertà assoluta: leggi sul patrimonio culturale, diritti morali e vincoli contrattuali possono limitare l’uso delle opere, come accade in Paesi quali Italia e Grecia.
Nel 2026, nell’UE, entreranno nel pubblico dominio opere di autori e artisti di primo piano, tra cui Thomas Mann, Albert Einstein, George Enescu, Fernand Léger e Charlie Parker. Un passaggio che conferma il valore del pubblico dominio come motore di innovazione culturale, purché se ne conoscano e rispettino le regole.




