antitrust

Sin dalla sua data d’uscita, l’11 giugno scorso, radio e piattaforme musicali sono state invase da una collaborazione a sorpresa che risulta, ad oggi, essere la maggior candidata al titolo di “tormentone” dell’estate 2021: si tratta di Mille, la canzone che riunisce la personalità di Achille Lauro, la voce di Orietta Berti e l’innegabile visione manageriale di Fedez. Sulla scia di una lunga serie di azioni intentate nei confronti di quest’ultimo, il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha presentato richiesta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), conosciuto al grande pubblico come Antitrust, ai fini di “vietare la diffusione del video sul web e in tv” nonché di “bloccare la canzone in radio” almeno fino a quando non sarà “chiaramente indicato l’inserimento di prodotti a fini commerciali”.

Il prodotto in questione non è altro che la Coca-Cola, già protagonista, durante una conferenza stampa di Euro 2020, del gesto di Cristiano Ronaldo che, spostando le bottiglie della bibita gassata per sostituirle con acqua naturale, ha addirittura “causato” un crollo in Borsa del colosso di Atlanta. 

In un comunicato stampa del 19 giugno u.s. (consultabile qui), il Codacons sottolineava come la canzone “Mille” sia “accompagnata da un videoclip che è una vera e propria incitazione al consumo di Coca-cola, oltre che una pubblicità camuffata da brano musicale che viola le regole disposte dall’Antitrust” ed evidenziava, inoltre, come “il testo della canzone, infatti, cita più volte la nota bevanda americana, e nel videoclip che accompagna il brano compare in continuazione il marchio “Coca-cola”, ben visibile agli occhi degli spettatori ma senza informare gli stessi circa l’inserimento di marchi a fini commerciali all’interno del video”.

Nonostante tra le indicazioni contenute nella pagina YouTube in cui il videoclip “incriminato” è stato pubblicato compaia la scritta “Il filmato contiene marchi e prodotti per fini commerciali. Product Placement: Coca-Cola”, la denuncia del Codacons sostiene che tale informazione non sia sufficiente, tenuto conto del fatto che essa non compare in sovrimpressione all’inizio del videoclip, ma soltanto fra i credits e che, dunque, la stessa non sia immediatamente percepibile dagli utenti. Ciò, secondo il Codacons, è in violazione di quanto disposto dall’AGCM soltanto qualche mese fa.

Infatti, la stessa AGCM aveva comunicato, all’interno del Bollettino Settimanale n. 43 del 2 novembre 2020 (consultabile qui), la chiusura di procedimenti aperti in seguito a due esposti dell’Unione Nazionale Consumatori nei confronti di Rovazzi e dei Boomdabash a causa dell’inserimento nei videoclip dei propri brani di, rispettivamente, i marchi LG e Wind3 per “Senza pensieri” e il brand “Birra Peroni” in “Mambo Salentino”, in violazione delle norme del D.lgs. 6 settembre 2005 n. 206, cd. “Codice del Consumo” relative a pratiche commerciali scorrette e omissioni ingannevoli. Gli impegni che hanno permesso di concludere in via stragiudiziale le vicende consistono nell’inserimento, nei futuri videoclip, della sovrimpressione “include promozioni a pagamento” per la durata di 16 secondi all’inizio del video, nonché di specifiche avvertenze sia nei titoli di coda sia nella descrizione su YouTube, pena una sanzione pecuniaria compresa fra 10.000 e 5.000.000 Euro.

Commentando le due suddette vicende, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona aveva sottolineato come “Anche nei videoclip va reso palese l’inserimento di marchi a fini promozionali, un fatto importante, visto che i cantanti sono molto amati dal pubblico. Le sponsorizzazioni devono sempre essere presentate ai fan in modo chiaro e trasparente”. Proprio su tale linea d’azione, il 31 maggio scorso la stessa AGCM ha reso noto l’avvio dell’istruttoria nei confronti di BAT Italia S.p.A. e di alcuni influencer con un intervento che “si inserisce nell’ambito di un filone di indagine che, seguendo le evoluzioni delle tecniche di marketing adottate sui social media, punta a colpire le comunicazioni apparentemente neutrali e disinteressate ma in realtà strumentali a promuovere un prodotto e, come tali, in grado di influenzare le scelte del consumatore”. 

6 Agosto 2021

Product placement e pubblicità occulta nei video musicali: il caso “Mille”

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