concorrenza sleale

È dello scorso gennaio la notizia delle autorità spagnole che hanno denunciato il caseificio produttore della Bufala de L’Empordà per frode contro la salute pubblica, frode alimentare e pubblicità ingannevole.
Il caseificio, infatti, vantava di vendere a Barcellona e in tutta la Catalogna una mozzarella fatta al 100% con latte di bufala, utilizzandone in realtà percentuali comprese fra il 77,9% e il 90,65%.

L’azione, partita della segnalazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, è stata intrapresa dall’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole, che ha provveduto a segnalare il caso sulla piattaforma Europea Food Fraud Network per informare le autorità spagnole a tutela dei consumatori.

Il caso non è però isolato. Durante l’ultimo anno, il boom dell’e-commerce dovuto alla pandemia è stato accompagnato anche da un aumento esponenziale dei casi di prodotti alimentari contraffatti che, tra le diverse eccellenze italiane, coinvolge anche la Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Il Consorzio ha presentato di recente un report in cui emergono dati allarmanti sul numero di casi di imitazione rilevati nel 2020 sia sul mercato nazionale e comunitario, che sui mercati internazionali (Cina, Giappone e Indonesia, solo per citarne alcuni), tanto da portare allo sviluppo di un ufficio dedicato alla “online brand protection”, che aiuta notevolmente a semplificare il sistema di tutela.

Proprio dal portale del Consorzio di Tutela si possono leggere i risultati: “L’attività di vigilanza effettuata lo scorso anno sul prodotto da parte dei nostri ispettori ha portato in totale a ben 2361 azioni di tutela, nonostante le difficoltà e il lockdown da pandemia. Nel complesso, sono circa 3500 i link rinvenuti nei quali è presente un riferimento al marchio e alla Dop Mozzarella di Bufala Campana”.
Inoltre, il Direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, ha commentato i dati dichiarando: “Siamo di fronte a un fenomeno in costante crescita, visto che l’uso del web è sempre più capillare, e che non può essere preso sottogamba dal momento che su un totale di circa 2000 link con riferimenti al marchio e alla Dop Mozzarella di Bufala Campana ben 183 sono stati considerati lesivi, dunque dei veri e propri abusi. È chiaro che il rispetto del marchio in quelli che sono potenzialmente i più grandi mercati del mondo [ndr. Cina e Stati Uniti] rappresenta una questione di assoluta rilevanza soprattutto per il futuro della filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop”.

Il report evidenzia, infatti, che oltre a tentativi di contraffazione (13%) ed un crescente utilizzo non autorizzato di loghi e marchi (86% dei casi) e casi di concorrenza sleale, la gran parte dei casi arriva dai mercati cinese e statunitense. Su questi mercati le azioni di tutela sono molto più complesse rispetto ai confini nazionali o comunitari: le norme UE contemplano l’istituzione della tutela ex officio, implicando che a fronte di una segnalazione le autorità competenti sono tenute ad attivarsi per la tutela della denominazione di origine, proprio come è avvenuto con il caseificio spagnolo.

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