HO LETTO CHE CI SONO DEI FINANZIAMENTI PER LA PROPRIETÀ INDUSTRIALE. COSA C’È DI VERO?
Per rispondere occorrerebbe capirsi su cosa si intende per finanziamento.

Ad es. esistono i bandi MARCHI +, BREVETTI + e DISEGNI + che il MiSE ha bandito per contribuire alle spese di registrazione/brevettazione all’estero.

MARCHI + è gestito da Unioncamere mentre BREVETTI + e DISEGNI + sono bandi gestiti da Invitalia.

Ci sono poi forme di contribuzione mettendo le spese dei marchi o dei brevetti in ammortamento.

Anche alcune banche iniziano a concedere finanziamenti chiedendo in garanzia i marchi o i brevetti.
CHE DIFFERENZA C’È TRA IL SIMBOLO © E IL SIMBOLO ®?
Il simbolo © serve a dimostrare che quel materiale è protetto da diritto d’autore.

Si tratta di una previsione della Convenzione Universale sul diritto d’autore anche conosciuta come Convenzione di Berna.

Invece, il simbolo ® serve a dimostrare che un segno o una forma sono registrati rispettivamente come marchio o come modello.
ABBIAMO CREATO UN METODO PER INSEGNARE L’INGLESE. COSA POSSIAMO FARE PER EVITARE CHE ALTRI CI COPINO.
Purtroppo i metodi per attività intellettuali non sono brevettabili.

Avete una tutela già con la creazione tramite il diritto d’autore.

Se elaborate degli strumenti atti ad applicare quel metodo (ad es. software o oggetti o griglie) potete beneficiare di altre forme di tutela.

A certe condizioni, infatti, il software può essere brevettato e gli oggetti eventualmente da voi creati per applicare la vs metodologia di insegnamento sono in linea di principio registrabili come modelli.
ESISTE LA POSSIBILITÀ DI REGISTRARE UN MARCHIO IN TUTTO IL MONDO?
In maniera così assoluta no.

Tuttavia, il sistema di registrazione internazionale gestito dall’OMPI copre moltissimi Paesi: tutta l’Europa in senso geografico, USA, Messico, Cina, India, Giappone, Australia et cetera.

Si fa forse prima a dire quali sono i Paesi che non fanno parte del sistema di registrazione imn
CHE SI INTENDE CON IL SIMBOLO ®
Significa che è il marchio o il disegno è registrato.

Attenzione. Se il marchio fosse oggetto di una domanda pendente è preferibile usare il simbolo TM.

In Italia i simboli TM e ® sono simili ma all’estero ci sono Paesi che possono ritenere l’uso del simbolo ® per un marchio depositato ma non registrato come una pubblicità ingannevole passibile di sanzioni.
SIAMO DEI RICERCATORI UNIVERSITARI CHE FORSE POSSONO BREVETTARE UN PROTOCOLLO DI RICERCA. COSA CI CONVIENE FARE?
Innanzitutto, dovete leggere con attenzione alcune norme.

La prima è l’art. 65 del codice della proprietà industriale che disciplina le invenzioni dei ricercatori universitari.

La seconda normativa che dovete leggere è il regolamento del Vs. ateneo in materia brevettuale (ormai tutte le università si sono dotate di tali regolamenti).

Sicuramente quelle norme diranno che parte dei proventi spettano all’Università ma che voi siete liberi di depositare il brevetto a Vs. nome.

I due principali problemi della brevettazione sono che:

a) va fatta secondo criteri formali;
b) all’estero costa.

Un modo per affrancarsi maggiormente dall’Università è quello di creare ad hoc uno spin-off.

Non esitate a chiedere ulteriori chiarimenti.
CHE DIFFERENZA C’È TRA MARCHIO E LOGO?
Si tratta di differenze più lessicali che giuridiche.

La nozione giuridica di marchio è quella di “segno che serve a distinguere prodotti e servizi”.

Segno può comprendere cose tra loro diverse: una parola, un disegno, una parola e un disegno, la forma distintiva di un prodotto, una combinazione cromatica, et cetera.

Pertanto, in senso giuridico, spesso il marchio contiene anche il logo.

Talvolta, le immagini si registrano come disegni rivendicando la classe 32 della Classificazione di Locarno perché così ci si assicura nei confronti di una utilizzazione ultramerceologica e comunque perché in alcuni casi il logo non viene usato per distinguere un prodotto ma per abbinarsi al prodotto in modo di conferire un ulteriore capacità individualizzante.
VOGLIAMO ESPORTARE NEL REGNO UNITO MA NON ESSENDO NELLA COMUNITÀ EUROPEA NON SAPPIAMO COME REGISTRARE IL MARCHIO.
Gentilli Signori,

il Regno Unito non è parte dell’Unione Monetaria Europea ma è parte dell’Unione Europea.

Ciò significa che potete registrare il Vs. marchio con la registrazione di marchio comunitario che è valida per tutti e 27 (da Luglio 28 con l’ingresso della Croazia) Paesi dell’UE.

Le informazioni principali per il deposito le trovate nel sito www.oami.europa.eu.

Vi suggerisco la modalità di deposito telematico.
ABBIAMO RICEVUTO UNA LETTERA IN CUI CI CHIEDONO DI RITIRARE LA NOSTRA DOMANDA DI MARCHIO E DI NON USARLO. COME È POTUTO SUCCEDERE?
Salve,

l’azienda titolare del marchio anteriore potrebbe avere attivato un servizio di sorveglianza e quindi ha saputo del Vs. marchio nel momento in cui avete depositato la domanda.

Se non fosse questo il caso, l’azienda diffidante potrebbe essere venuta a conoscenza del Vs. marchio perché lo ha visto da qualche parte (siete presenti su Internet? Avete partecipato a fiere? State facendo pubblicità con i media tradizionali?).

Ad ogni buon conto, l’esperienza dimostra che spesso c’è margine di trattativa per arrivare alla coesistenza.

Talvolta, la coesistenza è basata sulla definizione di ambiti merceologici esclusivi per ciascun marchio oppure sulla configurazione grafica diversa tra i marchi.

Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.
LA NOSTRA AZIENDA PRODUCE UN TIPO DI OLIVE CHE PER I TRE/QUARTI DELLA RICETTA SONO UGUALI ALLE OLIVE ALLA ASCOLANA. POSSIAMO COMMERCIALIZZARLE CON IL NOME OLIVE ALL’ASCOLANA O DOBBIAMO INDICARE IL NOME DEL PAESE DOVE HA SEDE LA NOSTRA AZIENDA IN PROVINCIA DI TERAMO.
Gentile Signora,

l’espressione “olive all’ascolana” corrisponde ad un prodotto tradizionale.

Ciò significa che tale espressione non può essere usata se non in connessione con la ricetta originale.

Penso che nel breve periodo sia preferibile non usare tale espressione ma nel medio periodo dovrebbe verificare – insieme ad altri – se il suo territorio possa essere parte del territorio menzionato nel disciplinare dell’eventuale DOP.

Non esiti a chiedere ulteriori chiarimenti in merito.
ABBIAMO INVENTATO UN NUOVO TIPO DI SCALA. COSA DOBBIAMO FARE PER PROTEGGERE LA NOSTRA INVENZIONE?
Innanzitutto complimenti per l’iniziativa.

Potete utilizzare diversi strumenti.

In primo luogo dovete svolgere una ricerca di anteriorità per verificare che la stessa invenzione non sia già nello stato della tecnica.

In altre parole, tramite le banche dati UIBM e ESPACENET dovrete verificare che non ci siano brevetti anteriori.

Se la ricerca non rileva anteriorità ostacolanti, potrete depositare una domanda di brevetto di invenzione.

Se la ricerca rilevasse ostacoli, dovrete optare per un modello di utilità o un modello e disegno.

Potrei intanto aiutarvi a impostare le ricerche.
VORREI SAPERE SE QUESTI LOGHI GROSSOLANI SI POSSONO VENDERE. GRAZIE.
Buongiorno,

che intende per "vendere i loghi"?

a) Vuole vendere i prodotti con quei loghi? In caso deve fare una ricerca sul marchio denominativo LOSI e sul segno figurativo. La prima è un attività relativamente semplice ed economica, la seconda è complessa e costosa.
b) Vuole vendere i loghi nel senso che vuole disfarsi dei marchi? In quel caso deve predisporre un atto di cessione e trascriverlo all'Ufficio Marchi e Brevetti... cosa più importante deve trovare un acquirente.

Perché "grossolani"?
GENTILISSIMO AVVOCATO, HO SEGUITO CON GRANDE INTERESSE IL SUO INTERVENTO E A PROPOSITO VORREI PORRE DUE QUESITI: 1- UN’UNIVERSITÀ PUÒ ESSERE TITOLARE DI UN MARCHIO COLLETTIVO ITALIANO O COMUNITARIO? 2- È PIÙ DIFFICILE PER L’UNIVERSITÀ OTTENERE UN MARCHIO COLLETTIVO RISPETTO AD ALTRE PERSONE GIURIDICHE COME I CONSORZI? QUALI SONO QUESTE EVENTUALI DIFFICOLTÀ? LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LA DISPONIBILITÀ. CORDIALI SALUTI
Buongiorno Dottore,

grazie della mail e scusi del ritardo nella risposta.

L'Università può essere senza dubbio titolare di marchi siano essi individuali o collettivi.

Non vedo difficoltà specifiche per l'Università rispetto ad altri soggetti se non che il sistema di controlli e sanzioni (obbligatoriamente da inserire nel regolamento d'uso dell'eventuale marchio collettivo) deve rispettare anche la normativa statale e quella statutaria dell'Università.

Tra queste problematiche vi è quella di chi rappresenta l'ente.

Forse la cosa migliore è che l'Università stessa individui un soggetto attuatore per la gestione del marchio o al proprio interno o al proprio esterno (eventualmente anche tra gli spin-off).

A presto.
SALVE, SIAMO A CHIEDERE UN PARERE IN ORDINE ALLA REGISTRAZIONE DI UN ACRONIMO, SAREBBE POSSIBILE TUTELARLO DA QUALSIASI DICITURA PER ESTESO, IN LINGUA ITALIANA E IN LINGUA INGLESE, CHE COMINCI CON LE LETTERE INIZIALI DELL'ACRONIMO STESSO?
Gentile Dottore,

grazie della mail.

In linea di principio, non ci sono ostacoli a tutelare gli acronimi sia in quanto tali e sia con la dicitura estesa.

Occorre, però, fare le ricerche e verificare che nessuno usi o abbia registrato lo stesso acronimo per prodotti identici o simili.

Se mi indica l'acronimo, posso svolgere un primo screening.
EGREGIO AVVOCATO, SONO A CHIEDERLE COSA ESISTE PER TUTELARE UN PROGETTO INTESO COME ELABORATO CON FINALITÀ, OBIETTIVI E RISULTATI, IDEATO PER SCOPI PROMOZIONALI. CORDIALI SALUTI
Gentile Dottoressa,

faccio seguito alla Sua mail , per fornire qualche indicazioni in merito alla possibilità di "tutelare un progetto inteso come elaborato con finalità, obiettivi e risultati, ideato per scopi promozionali".

In questi casi ci si può avvalere di diversi strumenti, benché nessuno sia a prova di bomba.

Si può depositare il format alla SIAE come inedito e così provare la paternità dell'idea.

Si può depositare l'idea pubblicitaria presso l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria nel caso vi fossero aspetti di tipo pubblicitario.

Si possono depositare gli elementi individualizzanti del progetto come modello multiplo.

Non da ultimo si può depositare il marchio.

Ognuno di questi tasselli non impedisce l'altrui elaborazione originale.

Non esiti a richiedermi chiarimenti entrando più direttamente nel merito del caso che la occupa.

A presto.