Adidas e la nazionale di calcio tedesca si lasciano dopo 72 anni insieme

stadio vuoto con riflettori

Lo scorso 23 settembre, l’esordio del tecnico Jurgen Klopp sulla panchina della nazionale tedesca di calcio nell’incontro di Nations League contro i Paesi Bassi ha segnato l’ultimo capitolo di una storia lunga più di settantadue anni: quella della partnership fra la squadra e Adidas AG, multinazionale fondata da Adolf Dassler nel 1949 nella cittadina bavarese di Herzogenaurach. Infatti, in occasione del match, che si è concluso con un pareggio con una rete per ciascun team, i giocatori tedeschi sono scesi in campo con l’ultimo kit prodotto da Adidas per la “propria” nazionale.

Sulle casacche di tale kit spicca uno dei segni distintivi più celebri della società, il cosiddetto “Trefoil”, nato negli anni ’70 e oggetto, nei Paesi dell’Unione Europea, delle prime domande (ora registrazioni) depositate da Adidas AG nel dicembre 1971: la registrazione di marchio svedese n. 139116, la registrazione di marchio danese n. VR 1972 02472 e la registrazione di marchio internazionale n. 384253, basata sulla registrazione di marchio della Repubblica Federale di Germania, all’epoca comunemente identificata come Germania Ovest. Tutte tali registrazioni rivendicavano prodotti nelle classi 18, 25 e 28.

Tuttavia, qualche mese dopo i depositi, la titolare di tali diritti ha deciso di ampliare il novero dei prodotti identificati sul mercato dal segno

Trefoil, trifoglio stilizzato nero a tre foglie attraversato da tre strisce orizzontali

con la conseguenza, che, nel 1972, è stata depositata anche la domanda (oggi registrazione) di marchio internazionale n. 386491 con la peculiare rivendica di “asciugamani” e “coperte da viaggio” in classe 24. Al contempo, la tutela fornita con riferimento alle classi originariamente rivendicate si è estesa, tra gli altri Stati, anche in Irlanda, Finlandia, Cipro, Grecia, Polonia, Bulgaria, Malta.

Successivamente, a partire dagli anni ’80, nuove domande sono state depositate da Adidas AG, sia per il segno sopra riportato in classi ulteriori, tra cui la classe 3, protagonista del periodo 1984-1987, sia per un segno complesso in cui l’elemento figurativo è accompagnato dalla scritta “adidas” in caratteri minuscoli, i.e.

adidas, trifoglio stilizzato nero con tre strisce posto sopra la scritta in minuscolo

Ulteriori classi, in particolare la classe 9, la classe 14 e la classe 16, sono state, poi, inserite nella strategia di vendita e pubblicitaria negli anni ’90, insieme ad un’ulteriore espansione territoriale che ha coinvolto le repubbliche baltiche.

In parallelo a tale evoluzione, sin dalla Coppa del Mondo del 1954 Adidas AG ha fornito le divise per la nazionale di calcio tedesca. La conclusione della relazione commerciale è stata resa nota dalla stessa Federazione calcistica tedesca già nel marzo 2024, circa due anni prima della scadenza dell’accordo con il fornitore dell’attrezzatura, con l’annuncio che, mentre Adidas proseguirà ad essere partner tecnico, sulle casacche dei giocatori si vedrà, a partire dal 2027, il marchio cosiddetto “swoosh” della statunitense Nike, Inc..

Sulle ragioni di una scelta che ha lasciato gli appassionati quantomeno perplessi, proprio in ragione delle radici tedesche di Adidas, non sono state fornite conferme ufficiali, anche se le voci di corridoio attribuiscono un ruolo determinante all’offerta economica avanzata dalla società fondata in Oregon nel 1964, ossia dieci anni dopo l’inizio della storia comune fra Adidas e la nazionale tedesca.

La notizia, sebbene abbia colto di sorpresa i più, è, in realtà, frutto di un secondo tentativo di Nike di sottrarre ad Adidas il contratto di fornitura dell’attrezzatura sportiva alla squadra nazionale tedesca: già vent’anni fa, infatti, un’offerta altrettanto, se non più, cospicua dal punto di vista economico era stata formulata da Nike Inc. e, però, rigettata dalla stessa Federazione calcistica tedesca.

Come emerso anche, a titolo di esempio, con l’analisi delle società che sono state in grado di stringere accordi con le Federazioni calcistiche nazionali in occasione della Coppa del Mondo 2026, il caso di specie evidenzia l’estrema attrazione del mondo dello sport e, in particolare, delle squadre nazionali, per le scelte di mercato delle più differenti imprese sportive. Inoltre, il caso di specie consente di evidenziare che, sebbene, in alcuni Paesi, il calcio abbia fornito più delusioni che gioie negli anni più recenti, il cambio di fornitore dell’attrezzatura sportiva resta, comunque, una circostanza che impatta anche sull’attenzione del grande pubblico.

In altri sport, invece, su casacche e pantaloncini degli atleti sono spesso inseriti marchi di una molteplicità di partner, con i quali le diverse Federazioni devono negoziare accordi volti a consentire la coesistenza dei marchi stessi l’uno accanto all’altro, dal momento che nessuno è, da solo, in grado di fornire, autonomamente, il corrispettivo richiesto dalla singola Federazione.

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