“BENITO ANTONIO” non è (ancora) marchio registrato in Norvegia per “colpa” di un’azienda tedesca

Microfono su asta da palco, davanti a luci calde sfocate su sfondo scuro.

Gli ultimi mesi hanno rappresentato, per l’artista portoricano Bad Bunny, il coronamento di uno status raggiunto dopo anni di gavetta nel mondo della musica. Nel corso della sessantesima edizione del Super Bowl, tenutasi nel febbraio 2026 nella città californiana di Santa Clara, il cantante e rapper ha utilizzato i quindici minuti dell’half-time show non soltanto per ripercorrere i propri successi, ma anche per esprimere una forte critica sociale su una molteplicità di temi, dalle politiche statunitensi in materia di immigrazione alla gentrificazione di Porto Rico, quest’ultima evidenziata da una toccante performance di Ricky Martin.

Bad Bunny si è presentato al pubblico con il proprio nome completo, ossia Benito Antonio Martínez Ocasio, proprio per sottolineare le proprie origini, alle quali cui sono state dedicate diverse parti dello spettacolo, tra cui una gioiosa parentesi in duetto con Lady Gaga.

La scelta non è stata casuale, dal momento che qualche settimana prima, il 26 gennaio, l’artista aveva depositato presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI) due domande di marchio internazionale, una per lo pseudonimo e una per il nome anagrafico.

La registrazione di marchio internazionale n. 1907399 per il segno denominativo “BAD BUNNY”, basata sulla registrazione di marchio statunitense n. 7324810, depositata il 16 novembre 2021 e concessa il 12 marzo 2024, rivendica diversi prodotti in classe 9 e servizi in classe 41, tutti legati al mondo della musica e dell’intrattenimento, e designa Australia, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Giappone, Messico, Regno Unito e Unione Europea.

La registrazione di marchio internazionale n. 1911361 è stata invece depositata per il segno denominativo “BENITO ANTONIO” sulla base sia della domanda di marchio statunitense n. 99540648, depositata in sdata 10 dicembre 2025, sia della domanda di marchio statunitense n. 99609301, depositata in data 22 gennaio 2026, con rivendica di prodotti nelle classi 18 e 25. Gli Stati designati da quest’ultima registrazione internazionale sono molto più numerosi: ad Australia, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Giappone, Messico, Regno Unito e Unione Europea si aggiungono, infatti, Canada, Filippine, Islanda, Israele, Marocco, Norvegia, Pakistan, Repubblica di Corea, Singapore, Svizzera e Turchia.

Il 30 giugno scorso è stata inoltre depositata presso l’OMPI la domanda (ora registrazione) di marchio internazionale n. 1935094 per il segno complesso:

Marchio 1, BENITO ANTONIO (registrazione internazionale n. 1935094):
BENITO ANTONIO, scritta nera su due righe in carattere geometrico stilizzato

basata sulla domanda di marchio statunitense n. 99908536 del 26 giugno, con le medesime designazioni della registrazione internazionale corrispondente al nome di battesimo dell’artista portoricano.

Le designazioni locali di entrambe le registrazioni internazionali hanno, tuttavia, incontrato un ostacolo in Norvegia, come evidenziato dai provvedimenti di rifiuto provvisorio e parziale emessi dal competente Ufficio Marchi, adducendo la medesima base giuridica: l’esistenza, nel Registro Marchi del Paese scandinavo, di una registrazione anteriore per un segno che l’Esaminatore ha ritenuto come potenzialmente confondibile in conformità alla sezione 16.a della Legge Marchi.

Si tratta della designazione norvegese della registrazione di marchio internazionale n. 1127191 per il segno complesso:

Marchio 2, Antonio (registrazione internazionale n. 1127191):
Antonio, scritta bianca in corsivo su sfondo nero con cornice di fregi ornamentali

concessa il 22 dicembre 2011 alla società tedesca Yellow Point Handelsgesellschaft mbH per prodotti appartenenti alle classi 14, 18 e 25. La designazione norvegese è tutelata soltanto con riferimento ad alcuni di tali prodotti, in particolare ricompresi nelle classi 18 e 25.

Dal testo dei provvedimenti dell’Esaminatore si evince che ciascuna obiezione corrisponde a un rifiuto parziale e che, qualora il titolare, ossia il cantante, non depositi le proprie osservazioni entro tre mesi dalla data di notifica del provvedimento, ciascuna designazione proseguirà nel proprio iter di registrazione soltanto per i prodotti “Wallets; key wallets; key pouches; pouches made from imitation leather” in classe 18.

In alternativa, al fine di ottenere tutela per tutti i prodotti rivendicati, si potrebbe profilare l’ipotesi di presa di contatto fra l’artista e la società tedesca, al fine di ottenere dalla stessa una lettera di consenso alla registrazione di entrambe le designazioni per il segno “BENITO ANTONIO”. La via di un’azione di cancellazione per non-uso potrebbe, invece, apparire più impervia: infatti, nel 2024, una decisione resa all’esito di un procedimento di revisione amministrativa concernente l’uso del marchio

in Norvegia ha attestato lo stesso per i prodotti attualmente rivendicati.

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