Il caso SERENA VENTURES

una racchetta a terra con 3 palle da tennis sotto sul campo di fronte alla rete.

Sports celebrity o avveduta imprenditrice? Serena Williams non sceglie, ma l’IP dice la sua

Consacrata icona globale dell’agonismo femminile, ha transitato con disinvoltura e profitto dal campo da tennis alla meeting-room, dalla racchetta alle carte, facendo quadrare il bilancio della società di venture capital dalla stessa fondata. Sembra incredibile, ma è la storia di Serena Williams e della sua era post-agonistica tutta improntata agli affari, tramite, tra le altre, la società Serena Ventures, nell’ambito della quale esercita, altresì, con lungimiranza imprenditoriale, prerogative gestorie e decisionali. 

Serena Ventures

Serena Ventures è stata fondata nel 2014 e vanta un fondo inaugurale di oltre 111 milioni di dollari, con lo scopo di finanziare startup in fase di lancio e supportare l’imprenditoria al femminile e quella storicamente sottorappresentata. Sensibile ai temi della proprietà intellettuale ed orientata a conferire tutela, anche tramite marchio, alla denominazione sociale “Serena Ventures”, Williams ha depositato quale persona fisica, il 16 novembre 2020, una domanda di marchio nazionale avanti all’Ufficio Marchi e Brevetti statunitense (USPTO): si tratta della domanda n. 90321926 per il segno denominativo “SERENA VENTURES”, con rivendica di “Investimento di fondi; Finanziamento tramite capitale di rischio; Servizi di finanziamento tramite capitale di rischio a favore di imprese emergenti e start-up; Servizi di capitale di rischio, ovvero la concessione di finanziamenti a imprese emergenti e start-up; Investimenti di capitale; Investimenti in capitale proprio; Concessione di capitale di rischio, capitale di sviluppo, private equity e finanziamenti per investimenti” nelle classe 36 della Classificazione di Nizza. 

Il competente Ufficio, tuttavia, ha rigettato la registrazione del segno all’esito dell’esame formale, in ragione della potenziale confondibilità con l’anteriore registrazione di marchio statunitense n. 7572578 per il segno denominativo “SERENA”, con rivendica di servizi anch’essi appartenenti alla classe 36 della Classificazione di Nizza, riferiti al settore immobiliare e contigui, di titolarità della società VC Management Florida LLC, con sede in Florida. 

Il competente Esaminatore ha, infatti, ritenuto “non persuasive” le argomentazioni depositate dal pool di legali di Williams, secondo cui la registrazione di marchio depositata in nome della stessa rivendica esclusivamente servizi inerenti al settore immobiliare e identifica un progetto di sviluppo residenziale di lusso. In primis, il Collegio afferma che “la valutazione del rischio di confusione si basa sulla descrizione dei servizi indicati nella domanda e nella registrazione in questione, non su prove estrinseche relative all’uso effettivo” e che “si presume che il titolare della registrazione sia il proprietario del marchio e che l’uso del marchio si estenda a tutti i servizi indicati nella registrazione” nonché che “in assenza di limitazioni relative ai canali commerciali o alle categorie di acquirenti nei servizi oggetto della registrazione, si presume che i servizi circolino in tutti i canali commerciali normali per tali servizi e siano disponibili a tutte le potenziali categorie di consumatori ordinari di tali servizi”. L’Esaminatore ha, inoltre, indicato che non è stato prodotto, da parte di Williams, materiale probatorio idoneo a dimostrare che il consumatore avrebbe percepito il segno “SERENA VENTURES” come chiaramente correlato alla star del tennis, che ne avrebbe costituito elemento distintivo. 

La risposta

Williams non si è fermata dinanzi al provvedimento di rifiuto definitivo, proponendo ricorso dinanzi al Trademark Trial and Appeal Board (TTAB). Il Collegio ha, però, seguito la linea precedentemente impostata, sia con riferimento alla comparazione dei servizi rivendicati dalla domanda e dall’anteriore registrazione, sia, in particolare, in relazione alla distintività della parola “SERENA” all’interno del segno per cui Williams ha presentato domanda di marchio. Infatti, sebbene il Collegio abbia preso atto, come fatto di dominio pubblico e non soggetto a contestazione, che la titolare della domanda è una tennista di fama mondiale, nella prospettiva dello stesso Williams non è stata in grado di fornire prova del fatto che i consumatori di servizi finanziari e di investimento ravviserebbero tale associazione, ovvero la notorietà della richiedente nello sport in senso lato. 

Sulla base dei commenti rilasciati alla stampa dai rappresentanti dell’atleta, pare che il marchio “SERENA VENTURES” si sia evoluto, con la conseguenza che, sulla base di una decisione puramente interna all’azienda, la relativa domanda non sarà coltivata, nonostante le valide ragioni per ottenerne la registrazione. Indiscrezioni paiono indirizzare verso un cambio di denominazione da Serena Ventures a Starfire Ventures. 

Torna in alto