la presentazione di “IPHONE DUO” e della relativa domanda di marchio statunitense. Ma è davvero così?

Mano maschile che mostra il marchio registrato r sul cubo di legno.

Lo scorso 9 settembre, in diretta mondiale trasmessa dagli headquarters di Cupertino, Apple Inc. ha presentato il nuovo modello di iPhone, nonché il primo modello pieghevole prodotto dall’azienda, denominato iPhone Duo. Contestualmente, i legali della società californiana hanno depositato dinanzi allo United States Patents and Trademarks Office (USPTO) la domanda di marchio n. 50098431 per il segno denominativo “IPHONE DUO” con rivendica dei prodotti “Smartphones; Covers for smartphones; Cases for smartphones; Protective cases for smartphones” in classe 9. 

Il giorno successivo, dinanzi all’Ufficio per la Proprietà Intellettuale dell’Unione Europea (EUIPO), è stata depositata la domanda di marchio n. 019420490 per lo stesso segno denominativo, con rivendica di “computer hardware; telecommunications apparatus and instruments; mobile telephones; smartphones; handheld digital electronic devices for providing access to the Internet and sending, receiving, and storing telephone calls, voice messages, electronic mail, data, images, audio, video, and multimedia content; parts and accessories for mobile electronic devices, mobile telephones, and smartphones; bags, covers, cases, sleeves, straps, lanyards and holders for mobile telephones and smartphones; computer software; application development software; computer software for use as an application programming interface (API) for building software applications” in classe 9. Gli stessi prodotti risultano rivendicati anche dalla domanda di marchio della Costa Rica n. 2026-011396, tramite la quale è stata richiesta, nella stessa data del 10 settembre 2026, tutela per il medesimo segno denominativo.

In primis, è necessario sottolineare che alcune domande potrebbero non essere ancora visualizzabili, tenuta in considerazione la data di deposito estremamente recente. In secondo luogo, emerge, ancora una volta, la grande attenzione rivolta da Apple Inc. alla tutela dei propri asset di proprietà intellettuale e industriale, sin dai tempi in cui Steve Jobs ha rivoluzionato il portfolio della società, dopo il proprio ritorno nell’azienda, aumentando esponenzialmente il numero dei design tutelati, in particolare in relazione all’interfaccia del primo modello di iPhone; ciò in aggiunta ai brevetti già precedentemente presenti in numero cospicuo con riferimento alle differenti tecnologie software. 

Inoltre, è possibile osservare che i prodotti rivendicati dalla domanda statunitense sono in numero notevolmente inferiore rispetto a quelli rivendicati dalle domande di marchio dell’Unione Europea e della Costa Rica sopra menzionate. Ciò potrebbe essere dovuto all’esame di novità condotto dall’USPTO nella fase di verifica dei requisiti formali di ciascuna domanda. Una lista di prodotti (e/o di servizi) più snella, infatti, consente di diminuire il numero di privative anteriori che il competente Esaminatore potrebbe ritenere potenzialmente confondibili e, dunque, di diminuire, in parallelo, il rischio che la domanda subisca un’obiezione, con la conseguenza di dover proporre azioni di cancellazione o di ottenere lettere di consenso dai titolari dei marchi anteriori.

Infine, una più attenta analisi del file relativo alla domanda statunitense citata svela che la strategia di Apple risulta ancora più sottile di quella immaginata, dal momento che la tutela richiesta per la privativa industriale si riferisce ad una ulteriore, e più risalente, domanda di marchio per il medesimo segno e per i medesimi prodotti: si tratta della domanda di marchio nazionale del Liechtenstein n. 20260195, depositata in data 12 marzo 2026. Infatti, il deposito, qualche mese prima del lancio del prodotto, di una domanda in Stati, come il Liechtenstein, i cui Registri Marchi sono difficilmente consultabili consente, da un lato, di evitare quanto più possibile contestazioni formulate da titolari di diritti anteriori nei confronti della domanda di marchio successiva (nel caso di specie, la domanda statunitense) e, dall’altro lato, di approfittare comunque dell’effetto sorpresa generato dal deposito della successiva privativa industriale contestualmente al disvelamento del nuovo prodotto al grande pubblico. Tale strategia risulta, in effetti, riconducibile non solo ad Apple, essendo utilizzata da una molteplicità di player in vari settori di mercato, a seguito della presa di coscienza, da parte delle società, che i fan sono sempre più soliti consultare i registri marchi in cerca di informazioni relative agli ultimi prodotti immessi in commercio (tendenza, questa, che si registra, in particolare, nell’industria musicale).

Occorrerà, ora, attendere che l’USPTO conduca il menzionato esame formale e, in caso di assenza di obiezioni, che la domanda sia pubblicata sul relativo Bollettino Marchi. Nel frattempo, non sono mancate le reazioni, via social media, sia di concorrenti sia di imprese che operano in settori distinti. In particolare, Samsung è intervenuta nel dibattito affermando che Apple avrebbe “riscaldato gli avanzi” della stessa multinazionale di origine sudcoreana, dal momento che la tecnologia cosiddetta “foldable”, ossia pieghevole, è da anni utilizzata negli hardware che accompagnano i sistemi operativi della stessa Samsung. Ha rotto il silenzio anche la squadra social di Duolingo, Inc., società con sede a Pittsburgh cui si deve la celebre applicazione utilizzata per l’apprendimento delle lingue: tramite la mascotte, il gufo verde di nome, appunto, Duo, sono, infatti, stati espressi via social commenti nella cui ironia sono inseriti profili di serietà. Tra questi ultimi menzioniamo l’asserita preesistenza di diritti di marchio riconducibili a Duolingo, Inc., quale, a titolo di esempio, la registrazione di marchio 4588574 per il segno denominativo “DUOLINGO”, tutelata sul territorio statunitense dal 21 gennaio 2014 nelle classi 9 e 41. Tuttavia, i prodotti rivendicati da tale registrazione in classe 9 sono soltanto “Downloadable software for mobile phones for learning foreign languages”. Inoltre, la domanda di marchio statunitense n. 99751671, sempre di titolarità di Duolingo, Inc., con rivendica di “Mouse pads; Audio speakers; Portable power chargers” in classe 9, precede, essendo stata depositata nell’aprile 2026, il deposito della domanda di Apple Inc. davanti all’USPTO, ma non quello della domanda di marchio del Liechtenstein a cui, come detto, quest’ultima è collegata.

Pare, dunque, che, quantomeno in una prima fase, Apple Inc. abbia effettuato un attento screening dei marchi depositati, registrati e in uso che avrebbero potuto costituire anteriorità potenzialmente confondibili con il segno “IPHONE DUO”, prendendo, dunque, le necessarie contromisure per arginare possibili contestazioni. Tuttavia, la vita di iPhone Duo è appena iniziata e, certamente, consentirà di osservare interessanti scenari anche nell’ambito della proprietà intellettuale ed industriale.

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