In uno scenario globale in cui le collaborazioni fra artisti e brand appartenenti al mondo della moda fioriscono ad una velocità sempre più elevata, non può passare inosservata la vicenda che ha recentemente coinvolto lo street artist Futura e la società The North Face.

Futura, anche conosciuto come Futura2000, al secolo Leonard McGurr, sale alla ribalta della scena artistica underground newyorkese a partire dagli anni ’80 e deve la propria fama, in particolare, al proprio approccio astratto alla produzione di graffiti. Nel corso degli anni, egli ha affiancato ad esposizioni nei maggiori musei collaborazioni con differenti società operanti nel settore della moda, tra cui Levi’s nel 2005 e, successivamente, nel 2019, Nike, con la Converse Chuck Taylor All Star II Futura Collection nel 2016, Comme des Garçons, con la collezione presentata nel corso della Parigi Fashion Week del 2020, e Uniqlo nel 2021, tramite FUTURA LABORATORIES, società di design e brand di lifestyle creata dallo stesso artista nel 1997.

I consumatori, dunque, non sono rimasti sorpresi quando, alla fine del 2019, hanno visto apparire sul mercato una linea di abbigliamento da esterno caratterizzato dalla tecnologia waterproof intitolata FUTURELIGHT e caratterizzata dalla stilizzazione di un atomo accanto al nome, disegno comparso più volte, nel corso del tempo, in molte opere dell’artista; hanno, infatti, pensato si trattasse di una nuova collaborazione fra Futura e, questa volta, The North Face, società per la quale, tra l’altro, l’artista aveva già disegnato, nel lontano 2004, una giacca customizzata. Proprio tramite i messaggi di amici ed estimatori, Futura è, dunque, venuto a conoscenza dell’esistenza di tale collezione, a proposito della quale si è affrettato a chiarire come la stessa non fosse oggetto di alcuna collaborazione ufficiale ma, al contrario, l’uso del disegno fosse assolutamente non autorizzato.

Nel gennaio 2021, i legali dell’artista hanno dunque instaurato un’azione legale nei confronti di The North Face di fronte ad una corte californiana, sottolineando come la società avesse consciamente scelto, per la propria collezione, un disegno ed un nome atto a suggerire un’associazione con Futura, con la conseguente richiesta di un risarcimento dei danni per violazione di copyright, nonché della rimozione dal mercato dei prodotti appartenenti alla linea.

In un post comparso sul sito ufficiale di The North Face e intitolato “Il nostro profondo rispetto per gli artisti” la società ha evidenziato come il logo fosse stato concepito e realizzato dalla propria squadra di creativi allo scopo di rappresentare la tecnologia utilizzata nella produzione dei prodotti appartenenti alla collezione oggetto della contesa, nonché ispirandosi alla forma di una particolare tenda da campeggio nella tradizione di The North Face da cinquant’anni, e sottolineando che “qualsiasi somiglianza con il disegno dell’elemento atomico firma di Futura è stata interamente una coincidenza e non parte dell’ispirazione seguita dalla squadra interna incaricata del design”. Di conseguenza, nonostante la convinzione che nessuna violazione sia stata perpetrata nel caso di specie, la società ha dichiarato l’intenzione di dismettere l’uso del logodato il grande rispetto per Futura e il suo lavoro” e come “segno di impegno [verso il supporto degli artisti creativi e delle loro comunità, ndr.] e sincero gesto di buona fede”.

In conclusione, The North Face sostiene di aver cercato una composizione amichevole della controversia in sede stragiudiziale per quasi due anni e, nonostante le negoziazioni non abbiano registrato successo, afferma di rimanere fiduciosa rispetto alla possibilità di raggiungere un accordo. Tuttavia, secondo le dichiarazioni dei legali dell’artista, The North Face ha depositato una mozione qualche settimana fa richiedendo alla corte di dichiarare l’assenza di qualsiasi diritto di marchio in capo a Futura, aprendo la via ad un precedente che potrebbe rivelarsi pericoloso per altri artisti in situazioni simili.