La proprietà intellettuale si conferma sempre più una leva strategica per la competitività delle imprese europee, in particolare per le piccole e medie imprese. Due sviluppi recenti – il rafforzamento della cooperazione tra EUIPO e Commissione europea contro le violazioni online e i 30 anni del marchio dell’Unione europea – offrono un quadro chiaro: proteggere e valorizzare gli asset immateriali è oggi essenziale per crescere nel mercato unico.
Contraffazione online: più controlli e supporto alle imprese
Con l’entrata in vigore del Digital Services Act (DSA), l’Unione europea ha introdotto nuove regole per rendere più sicuro e trasparente l’ambiente digitale. In questo contesto, l’EUIPO affiancherà la Commissione europea per contrastare in modo più efficace la vendita di prodotti contraffatti e la diffusione di contenuti pirata online.
Per le PMI si tratta di un passaggio rilevante. Le grandi piattaforme digitali e i motori di ricerca con oltre 45 milioni di utenti nell’UE saranno infatti sottoposti a controlli più stringenti e dovranno dimostrare come gestiscono le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.
Allo stesso tempo, il sistema introduce strumenti concreti come i meccanismi di segnalazione (“notice-and-action”), che consentono alle imprese di intervenire più rapidamente contro utilizzi illeciti dei propri marchi o contenuti.
Un altro elemento chiave riguarda la formazione e il supporto: l’EUIPO contribuirà a sviluppare competenze tra autorità, imprese e intermediari digitali, promuovendo buone pratiche e strumenti utili anche per le realtà di dimensioni più ridotte.
30 anni di marchio UE: uno strumento sempre più centrale
Accanto alla lotta alle violazioni, cresce anche l’utilizzo degli strumenti di tutela. Il sistema del marchio dell’Unione europea (EUTM) ha superato i 3,2 milioni di domande depositate, confermandosi uno dei pilastri del mercato unico.
Per le PMI, il vantaggio è evidente: con una sola registrazione è possibile ottenere protezione in tutti i 27 Stati membri, riducendo costi e complessità amministrative.
I numeri raccontano una crescita costante:
- dalle 43mila domande del 1996
- alle quasi 197mila del 2025
- fino a oltre 3,2 milioni complessive nel 2026
Oggi il sistema è inoltre quasi completamente digitalizzato, con la maggior parte delle domande presentate online e procedure semplificate come il Fast Track, che consente tempi più rapidi di registrazione.
Un mercato sempre più competitivo (e globale)
Il marchio UE non è utilizzato solo da imprese europee, ma rappresenta un vero hub globale. Stati Uniti e Cina figurano tra i principali utilizzatori del sistema, a conferma dell’attrattività del mercato europeo.
Per le PMI questo significa operare in un contesto sempre più competitivo, dove la protezione del brand diventa un fattore distintivo non solo sul piano legale, ma anche commerciale.
Perché le PMI dovrebbero investire nella proprietà intellettuale
In uno scenario caratterizzato da digitalizzazione e globalizzazione, la proprietà intellettuale non è più un tema riservato alle grandi imprese.
Registrare un marchio UE significa:
- tutelare il proprio brand in tutto il mercato europeo
- prevenire fenomeni di contraffazione
- aumentare il valore dell’impresa
- facilitare l’espansione internazionale
Allo stesso tempo, le nuove regole europee rafforzano gli strumenti di difesa online, rendendo più accessibile anche per le PMI la tutela dei propri diritti.
Uno sguardo al futuro
L’evoluzione normativa e tecnologica in corso indica una direzione chiara: la proprietà intellettuale sarà sempre più integrata nelle strategie di crescita delle imprese.
Per le PMI europee, cogliere queste opportunità significa non solo proteggersi dai rischi, ma anche sfruttare appieno il potenziale del mercato unico e dell’economia digitale.




