Il 25 ottobre si festeggia il World Pasta Day, la Giornata Mondiale della Pasta, istituita nel 1998 per celebrare il piatto più amato, versatile e rappresentativo della cucina italiana e della dieta mediterranea. L’evento è promosso a livello globale da Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation, per celebrare la convivialità a tavola.
Quest’anno il 25 ottobre ha coinciso con la prima Giornata della Pasta Italiana nel Mondo, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per valorizzare questa eccellenza attraverso la rete di ambasciate e consolati.
Quando la cucina incontra la proprietà industriale
La dimensione culinaria si intreccia spesso con la tutela della proprietà intellettuale, e questa convergenza riguarda anche l’alimento più semplice e, al tempo stesso, più radicato nella storia gastronomica nazionale. Non a caso la pasta è stata più volte protagonista di dibattiti in materia di IP, nei quali entra in gioco la tutela dell’idea alla base di una particolare preparazione o di un particolare formato.
Il caso dello “spaghetto quadrato”
Un esempio emblematico è la vicenda giudiziaria che da anni vede contrapposte La Molisana e Barilla sulla paternità dello “spaghetto quadrato”. Il pastificio molisano difende la titolarità del marchio “spaghetto quadrato”, registrato nel 2013; Barilla sostiene invece che a quella dicitura non possa essere accordata piena tutela.
Lo spaghetto quadrato, in realtà, non nasce con La Molisana: affonda le sue radici nella tradizione culinaria del Meridione ed è conosciuto anche con altri nomi, come maccheroni alla chitarra, tonnarelli, chitarroni o boscaioli. Negli anni il pastificio ha investito in un’intensa attività di marketing dedicata a questo formato, con l’obiettivo di affermarsi come principale produttore di “spaghetto quadrato”, fino alla registrazione del marchio.
L’operazione ha provocato la reazione dei concorrenti. Poiché lo spaghetto quadrato è commercializzato anche da altri operatori, la validità del marchio è diventata una questione centrale, sollevata dalla stessa Barilla.
Le posizioni delle parti
Nel ricorso per ottenere la dichiarazione di nullità del marchio, il pastificio parmense ha sostenuto che il segno fosse privo dei requisiti necessari alla registrazione: la dicitura “spaghetto quadrato” si limiterebbe a descrivere le caratteristiche intrinseche del prodotto, mancando del requisito della capacità distintiva.
La Molisana ha invece evidenziato il forte legame tra il formato e la tradizione culinaria regionale, sostenendo inoltre che le campagne di marketing incentrate sullo “spaghetto quadrato” avessero ormai creato, nella mente del consumatore, un’identificazione tra marchio e prodotto.
La decisione della Cassazione
La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione, che ha confermato le decisioni dei giudici di merito: “spaghetto quadrato” è una denominazione priva dei requisiti per la registrazione come marchio. Non serve infatti a distinguere sul mercato il prodotto di un’impresa da quelli delle altre, ma si limita a descrivere le caratteristiche di un formato di pasta già noto e distribuito da altri operatori.
La Corte ha inoltre escluso che il segno abbia acquisito il cosiddetto secondary meaning, ossia una notorietà presso i consumatori tale da indurli ad associare in modo netto e univoco quella denominazione a un unico produttore.
I concetti chiave
- Marchio descrittivo: un segno che si limita a indicare le caratteristiche del prodotto (forma, qualità, destinazione) non può essere registrato, perché tutti gli operatori del settore devono poterlo usare liberamente.
- Capacità distintiva: è il requisito fondamentale del marchio, che deve permettere al consumatore di riconoscere l’origine imprenditoriale di un prodotto.
- Secondary meaning: un segno inizialmente privo di capacità distintiva può acquisirla con l’uso, se il pubblico arriva ad associarlo in modo univoco a una specifica impresa.
Non solo pasta
Quello dello spaghetto quadrato è solo uno dei tanti casi in cui i principi del diritto industriale trovano applicazione nel settore alimentare: un ambito che continua a offrire esempi concreti ed efficaci del significato e del valore della tutela della proprietà industriale.




